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Home Arte cultura e tempo libero Neologismi ed esterofilia. Estratto dal libro “Bufale” 2025 di Bruno Amadori. Prima parte.

Neologismi ed esterofilia. Estratto dal libro “Bufale” 2025 di Bruno Amadori. Prima parte.

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Uso ed  abuso sconsiderato delle parole, anche straniere. L’Autore parte dalla vicenda di “petaloso” che coinvolse anche l’Accademia della Crusca e prosegue il suo viaggio nelle devianze nella comunicazione elencando alcuni dei tanti messaggi in inglese che riempiono il nostro quotidiano…

Petaloso, vi ricordate qualche anno fa, venne fuori questa parola inusitata, solo perché un alunno la usò in un tema a significare un fiore pieno di petali : “ le margherite sono fiori petalosi, i papaveri no” ha spiegato Matteo La parola sconosciuta, a prima vista fu data per errore, ma piacque alla maestra che consultò l’Accademia della Crusca ricevendone l’approvazione nel febbraio 2016, con la seguente spiegazione: “a decidere se una parola esiste o meno decidono gli italiani, con l’uso che ne fanno, ma per entrare nel vocabolario non basta che qualcuno la inventi, che sia bella e utile; bisogna che in tanti la usino e la capiscano”. Sono bastate 16 ore dalla pubblicazione del post che la parola divenisse virale sui social: su facebook nacque una comunità col nome “petaloso” che conta 242 persone e su twitter l’hashtag impazzì. Ecco, a me questo evento pare emblematico per dare inizio al mio racconto, per quanto sta avvenendo da qualche tempo, con una tendenza senza limiti all’accettazione e all’uso di parole nuove, non sempre però necessarie alla nostra lingua, troppo spesso usate a sproposito, in modo spocchioso da igno-ranti che credono così di darsi una aria colta ma saccente e di essere   accolti con più importanza nel contesto della collettività’. Ora io desidero fare una carrellata di termini nuovi italiani, ma più spesso stranieri, che ormai stanno imperversando ogni momento, in tutti i modi e tutti i luoghi, spesso male usati, non capiti e non giustificati. Capisco che la lingua si evolve, lo ha sempre fatto, ma adesso mi sembra che abbia preso male e troppa velocità, mi date il tempo di digerire? E’ una cosa che lascio giudicare a chi legge, ma a me sembra una gran bufala.​ Lascio perdere il linguaggio dei giovani perché vivono un mondo diverso, parallelo e si capiscono solo tra loro, sono troppo vecchio per entrarci, io. Non posso giudicarli e li lascio godere della loro spensierata gioventù. Per chi volesse saperne di più consiglio di leggere il libro di Beatrice Cristalli “Dizionario per boomer”, edizioni BUR Rizzoli. “Cocks crow in the morning to tell us to rise, for early to bed and early to rise is the way to be healthy, and wealthy and wise” Chi può capisca. Trattasi di una filastrocca che imparai     a scuola tanti anni fa, educativa, da imparare a memoria, anche per ricordare le buone abitudini. La cosa è provocatoria, perché voglio vedere l’effetto che fa. Tradotta in italiano vuol dire “ i galli cantano di mattina per dirci di alzarci, perché presto a letto e presto in piedi è salutare, buono e saggio” Sarà educativa e invito tutti a rispettare il suggerimento, ma il mio intento era quello di mettere alla prova il lettore parlando un’altra lingua. Non so quanti di voi hanno capito senza leggere la traduzione, ma io mi domando quanti italiani capiscono tante frasi che trovano spesso scritte un pò dappertutto nei luoghi pubblici, nei giornali, in televisione e altrove. A fine anno scorso in prossimità delle feste natalizie, girando per Sacrofano un piccolo paese di campagna a nord di Roma dove abito, sotto casa mia ho trovato due chicche da riportarvi adesso, utili allo scopo. La prima: sul muro di un palazzo dietro la biblioteca comunale campeggiava di sera una grande scritta illuminata che diceva: “ We wish you a Merry Christmas” Ma a chi si rivolgeva il comune? Ai suoi bravi cittadini paesani in inglese? La seconda qualche giorno dopo sempre a Sacrofano, accanto agli scavi in corso da parte dell’Acea, per lavori idraulici lungo la strada, ho trovato, dei pannelli che riportavano la scritta: “we are upgrading the water network; we are working for you”.​

 

Non sono mica luoghi turistici internazionali, come al centro di Roma: ai fori, o alla basilica di   San Pietro o in spiaggia a Ostia, dove si può giustificare la presenza di stranieri. E qui la carrellata delle bufale continua, con l’imbarazzo della scelta perché ce ne sarebbero tante da fare un libro intero e non solo un capitolo. Andiamo alla televisione: partita di calcio di serie A. L’azione viene fermata       per un controllo del VAR: dare un fallo, un’espulsione o un rigore o annullare un gol per fuorigioco? Appaiono le scritte: “check in progress”, oppure “online, offline”, per dire rispettivamente: “controllo in corso, in gioco o fuorigioco", e ancora durante la partita: “player of the match”, per dire miglior giocatore della partita.Sempre per italiani, ma anche se l’incontro è trasmesso all’estero, non si può avere la scritta anche in italiano? Perbacco. Sempre in televisionevediamo la pubblicità          per le automobili; vigliacco se ce n’è una che la faccia in italiano, tutte in inglese, senza neanche la traduzione.

Ne volete qualcuna? ..Toyota: start your impossible = comincia il tuo impossibile; ..Honda: the power of dreams = la potenza dei sogni; ..Skoda; simply clever = semplicemente brava (l’auto ovviamente); ..Audi: bring on tomorrow = porta avanti il domani; ..Mercedes: because it’s for you=perché è per te; ..BMW: sounds like no one= suona come nessuno; ..Audi: hybrid plug in= ibrido con presa diretta; ..Dacia, Renault…e altre…non scherzano.

Per soli clienti stranieri? E poi leggiamo altra pubblicità: ..McDonald: “I’m loving it”= io lo sto amando; ..Fastweb: together we can = inieme possiamo; ..Terna: driving energy= energia che guida; ..Dazn: all you can watch= tutto quello che puoi vedere; ..Nespresso: what else? Che altro, dice George Clooney per il caffè.

..Scarpe Puma: forever faster = sempre più veloce; ..Eni: against all limits, together  we grow=contro     ogni limite, insieme cre-sciamo e poi Enilive (pronuncia enilaiv) per Eni viva​; ..Pirelli: power is nothing without control=il potere è nulla senza controllo.

Poi nei giornali e nella parlata corrente: ..Hub: per indicare in una rete informatica un dispositivo che collega vari clienti al server, raccogliendo i cavi provenienti da diversi computer, oppure aeroporto internazionale di transito, cui fanno capo numerose rotte aeree e che raccoglie la maggior parte del traffico di un paese. ..performance = prestazione; ..soldout = tutto esaurito; ..sine die, una espressione latina che voleva far sembrare colto chi l’ha usata scritta così, ma pronunciata “saine dai”, come fosse inglese, senza vergogna, pensate in po’, volendo dire che una cosa era rinviata senza data.

.. E come quando un giornalista, altrettanto “colto” che al varo di una nave che stava per scivolare verso l’acqua, libera da ormeggi, si lasciò scappare la frase “come tutti sanno la nave ebbe il classico momento d’inerzia”. Ma non sapeva che il momento di inerzia non era un momento temporale ma una forza fisica applicata ad una rotazione, come una coppia e d’inerzia perché si oppone.

 

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