Comirap

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Arte cultura e tempo libero Due passi etimologici per Roma. Piazza del Popolo

Due passi etimologici per Roma. Piazza del Popolo

E-mail Stampa PDF

 

Qualche appunto non solo sul toponimo della piazza,ma anche sulla chiesa di s. Maria del Popolo e sulla Porta realizzata dal Bernini per l'ingresso della regina Cristina di Svezia

Piazza del Popolo. Secondo alcuni il nome  della piazza, anticamente detta “del trullo” a causa di un rudere quadrato ivi esistente, ritenuto sepolcro di Marcello, si deve all’idea dell’imperatore Nerone di far piantare in quell’area un bosco di pioppi (in latino populus), anche  se in molti eccepiscono che in quei tempi il pioppo non fosse  nemmeno conosciuto a Roma.  Per molto tempo si pensò che quel posto fosse maledetto (lì si troverebbero pure le ceneri di Nerone), per cui il popolo romano a più riprese avrebbe chiesto al papa Pasquale (1059) di innalzare una cappella in loco per liberare il luogo da demoni. Proprio nell’area della cappella sorse la bella chiesa di S. Maria del Popolo, così appellata perché voluta fortemente dalla cittadinanza romana per rendere sacro ciò che si riteneva preda di spiriti  maligni.. Altri studiosi, per giustificare il toponimo della piazza fanno riferimento ad un gruppo di case (populus) che nell’alto medioevo si sarebbero edificate a difesa della primitiva chiesetta. Plebes, pievi e populi erano infatti  i nomi medievali delle parrocchie. Dopo la piazza e la chiesa, la nostra attenzione si rivolge alla porta del Popolo (1655) realizzata  dal Bernini in occasione della entrata in Roma della tormentata regina Cristina di Svezia, convertitasi al cattolicesimo, al cui ingresso è riferita l’iscrizione centrale “felici faustoque ingressui”. Nel monastero di monaci agostiniani annesso alla chiesa abitò il frate Martin Lutero per diversi mesi (1511). Nella chiesa si trovano, nella cappella Cerasi due capolavori di Caravaggio, la Conversione di  san Paolo e la Crocifissione di san Pietro, oltre alla Assunzione della Vergine di Annibale Carracci (1601). L’obelisco centrale della piazza, il secondo per antichità in Roma dopo quello lateranense, fu qui trasportato dal Circo Massimo e posto a coronamento della fontana di G. Della Dorta per volere di papa Sisto V (1589). In seguito, la sistemazione neoclassica della piazza  fu ideata e realizzata nel 1818 da G. Valadier.

 

 

Nel 1227 la cappella di S. Maria del Popolo fu ingrandita da papa Gregorio IX, poi ricostruita e ampliata, sotto Sisto IV, da Giovannino de' Dolci, tra il 1472 ed il 1477, con un aspetto rinascimentale; dal 1250 la chiesa è officiata dagli Agostinian; di questo periodo rimane visibile il campanile tardogotico di gusto lombardo con rivestimento in cotto, cuspide a cono cestile e pinnacoli (sempre in cotto) agli angoli. Tra il XV e XVI secolo la chiesa è oggetto di una serie di profondi interventi, che danno una caratterizzazione barocca alla primigenia struttura rinascimentale. In essa operarono il Bramante, sui disegni del quale fu rifatto il coro agli inizi del XVI secolo;  Carlo Maderno, che nell'anno 1600 ridisegnò e ampliò la cappella Cerasi;  Raffaello, che progettò la cappella Chigi; Gian Lorenzo Bernini, che tra il 1655 ed il 1660 restaura nuovamente la chiesa, donandole questa volta una chiara impronta barocca che si può ammirare ancora oggi. La facciata, rivestita di travertino, risale all'epoca di papa Sisto IV, il cui stemma è inserito nel timpano; fu poi modificata dal Bernini. Essa è tripartita con due ordini di lesene, e con tre portali, di cui quello centrale, sormontato nella lunetta da una Madonna col Bambino, è della bottega del Bregno. L'interno della basilica è a tre navate con quattro cappelle per lato; termina con un ampio transetto, sul quale affacciano quattro cappelle, una cupola ed un profondo presbiterio.

 

Seleziona la lingua

Italian English French German Greek Portuguese Spanish