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Home Arte cultura e tempo libero Pubblicato “CHE FILM LA VITA”, un libro di Alberto Alfieri Bordi dedicato al gruppo musicale dei Nomadi

Pubblicato “CHE FILM LA VITA”, un libro di Alberto Alfieri Bordi dedicato al gruppo musicale dei Nomadi

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Nella pubblicazione, Opus 42 dell’Autore, viene raccontata  la storia  del  “complesso”  musicale più longevo al mondo dopo i Rolling Stones, insieme ai testi di molti dei brani più conosciuti ed apprezzati

“Grazie a mia madre per avermi messo al mondo, a mio padre semplice e profondo, grazie agli amici per la loro comprensione, ai giorni felici della mia generazione, grazie alle ragazze a tutte le ragazze”. Basterebbero questi pochi  versi che introducono la canzone “Ma che film la vita” per sentirsi in piena sintonia con la band del mitico Augusto Daolio e del talentuoso Beppe Carletti, ma per il boomer  romano, oggi giornalista e presidente del Comirap,  i ragazzi emiliani di “Noi non ci saremo” e di “Un pugno di sabbia” rappresentano veri e propri  compagni di gioventù ed oggi, dopo sessant’anni di attività, compagni di vita preziosi.

Perché i Nomadi? Per i ragazzi di piazzale Clodio, cui è dedicata la pubblicazione, gli anni dei “complessi”, ossia dei gruppi musicali pop, rock e beat che cavalcavano l’onda del rinnovamento dagli anni sessanta in poi, rappresentano ancora oggi, un’età dell’oro, un mondo irripetibile, carico di entusiasmo, di vicinanza, di valori, di energia e di speranze vissuti a suon di musica. Erano giovani, senza soldi, un po’impauriti ma fiduciosi e pieni di idee, decisi e vogliosi di cambiare  il mondo, un po’ contestatori ma fondamentalmente rispettosi del prossimo, delle regole e della natura. La vena più intima di ciascuno di essi li portava a coltivare una passione speciale per uno dei gruppi dell’epoca, tutti bravi e tutti diversi. Tra i tanti, tutti meritevoli di grande affetto ed apprezzamento, un posto di riguardo l’Autore lo ha sempre riservato ai Nomadi, con i loro brani coinvolgenti ed emozionanti, soprattutto quelli con la inconfondibile voce di Augusto Daolio, portatori di emozioni forti, profonde, legate ad un amore, ad una persona, ad una vicenda, anche intima o ad un accadimento sociale, e quel meccanismo si ripete magicamente ogni volta che si ascoltano  pezzi come “Suoni” o le parole emozionanti di “Ho difeso il mio amore”, di “Vai via cosa vuoi”, di “Mai come lei nessuna”, di “Mille e una sera”  e di “Io vagabondo” , come pure di quasi tutte le canzoni del loro imponente repertorio.

La lettura dei testi di molte delle canzoni di Nomadi ci portano a ripercorrere magicamente stralci della storia del pianeta, come “l’uomo di Monaco”, “il pilota di Hiroshima”, “Auschwitz” o “Icaro”, oppure ad entrare in una miniera della Sardegna (Naracauli), nella foresta amazzonica (Ricordati di Chico) o in una chiesa (Tantum ergo), o più spesso a rivivere un amore, a ricordare un amico, a domandarsi “Dove si va” o a raccontare le “Stagioni”.

 

 

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