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Home Arte cultura e tempo libero Omaggio ad Augusto Daolio, carismatico leader dei Nomadi, pittore surrealista nel segno di Magritte

Omaggio ad Augusto Daolio, carismatico leader dei Nomadi, pittore surrealista nel segno di Magritte

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A Novellara, città natale del grande cantante, in occasione del tradizionale appuntamento Nomadincontro, presso l’ex Convento dei Gesuiti , si è conclusa la mostra “Quadri In Concerto”, una rassegna dei suoi  quadri inediti realizzati nel 1979

I Nomadi omaggiano Augusto Daolio con la mostra 'Quadri in concerto', una mostra di quadri inediti realizzati dalla storica voce dei Nomadi, Augusto Daolio, nel 1979, anno di uscita di 'Album Concerto' con Francesco Guccini. Le opere vennero conservate con cura da Beppe Carletti, fondatore e tastierista del gruppo interprete di “Io vagabondo”, che quest'anno ha deciso di esporle. I disegni avrebbero dovuto corredare il disco live ma la Emi preferì una semplice foto di copertina, senza aggiungere altro. I quadri realizzati da Augusto Daolio vennero così conservati con cura da Beppe Carletti. Il talento musicale e vocale di Augusto Daolio è notorio; un po’ meno la sua genialità artistica che emerge in tutta la sua componente in questa mostra di inediti ma è stata proposta al grande pubblico a più riprese in varie esposizioni. Nell’estate 2022,  alle sue opere è stata dedicata una mostra, a Ferrara, nella Palazzina Marfisa d’Este. L’esposizione propose una selezione di 56 opere, realizzate a olio e china colorata, e illustrava un mondo onirico, simbolico e surrealista. Non a caso, uno degli artisti più amati da Daolio è stato proprio il belga René Magritte. Il lavoro di Daolio assurge ad una riflessione sul rapporto tra soggetto e natura, circoscritto in una “dimensione padana e umana”, sulle affinità tra gli esseri viventi e le altre forme, sulla realtà e la fantasia che si fondono e si confondono. Per l’artista di Novellara la natura era un luogo di meraviglie e mistero, una fonte di ispirazione e indagine. Si sentiva parte della natura e si ‘nutriva’ dell’energia emanata da tutto ciò che in essa nasceva, si trasformava e viveva. Il disegno rappresentava un modo per reinventarsi ed elaborare la potenza esteriore e il groviglio di emozioni interiori, “non disegno per riempire un vuoto, ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme”.

A Milano nel settembre 2019, fu allestita un’altra mostra molto apprezzata, intitolata Paesaggi spaesati, come definiva l’artista le sue creature ad olio (nomen omen). Sempre grazie alla compagna di Augusto, Rosanna Fantuzzi, nel dicembre del 2014, nel comune di Dimaro in val di Sole, fu organizzata dai ragazzi del gruppo dei Gatti Randagi , una della Nomadi Cover Band ufficiali in Italia, un’altra esposizione dell’artista che ha ricevuto consensi unanimi da stampa e visitatori.

«Non do titoli ai disegni - rispondeva lui a chi gli chiedeva se le sue opere avessero un nome - non svelo niente, non spiego niente, chi guarda diventa partecipe di un libero giocare di significati ed emozioni, all'ombra del Grande Enigma a cui io spesso inconsapevolmente siedo».

Nei suoi dipinti di impronta surrealista c’è spesso la figura di un albero associata a figure di uomini e donne, ad animali e a paesaggi, simbolo del suo costante attaccamento alla natura ed alla terra.

Nel 1991, Daolio tenne la sua prima mostra personale a Novellara, esponendo i suoi lavori con colori, tavolozza e pennelli. Dopo la sua scomparsa, le opere vengono spesso esposte in mostre organizzate dall'associazione "Augusto Per La Vita", che utilizza le offerte devolute da amici e fan per sostenere la ricerca oncologica e la formazione di medici specializzati.

 

 

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