

La seguitissima trasmissione televisiva di Rai Tre ha premiato anche San Fele (Basilicata) e San Nicola Arcella (Calabria), in una cinquina che ha rappresentato il meglio dell’Italia minore, quella fatta di località autentiche, spesso lontane dai circuiti turistici
La tredicesima edizione del Borgo dei Borghi, apprezzatissimo format di Rai Tre, si è conclusa nella serata della domenica di Pasqua 2026 ed ha visto contendersi il primato venti borghi in rappresentanza di altrettante regioni italiane. Ha vinto Cingoli, delizioso paese nelle Marche, in provincia di Macerata, che non difetta per arte, paesaggi di rara bellezza ed uno stile di vita a misura d’uomo.
Il podio del 2026 parla di tre regioni molto diverse. Arenzano, candidata della Liguria, è un borgo marinaro alle porte di Genova che unisce il carattere sobrio della riviera di ponente ad una intensa vivacità culturale.
Zungoli, terza classificata e vessillo della Campania, è uno di quei borghi irpini dove l’identità del passato e la memoria contadina convivono con una consapevolezza culturale particolarmente vivace. Le sue grotte bizantine, ancora usate per la stagionatura del caciocavallo, sono un dettaglio unico che rimane impresso in ognuno di noi.
Cingoli sorge a 631 metri di quota sulle colline maceratesi, in quella fascia di territorio marchigiano ubicato a metà strada tra il crinale appenninico e il mare. Il soprannome di “Balcone delle Marche” non è un’invenzione del marketing turistico contemporaneo: è una descrizione geografica quasi letterale.

Se c’è un elemento che distingue Cingoli dagli altri borghi finalisti è la presenza di opere di un pittore del calibro di Lorenzo Lotto nella collegiata di Santa Maria Assunta. Il pittore veneziano del Cinquecento qui trascorse lunghi periodi della sua vita e a Cingoli lasciò alcune delle sue opere più significative. In particolare, la Madonna del Rosario, dipinta nel 1539, considerata uno dei capolavori assoluti del suo repertorio. La cultura si sposa anche con il vino e le colline di questo borgo rientrano nell’areale del Verdicchio di Matelica, uno dei bianchi più d’Italia più attraenti per mineralità e struttura. Il centro storico si visita a piedi e gravita intorno al Palazzo del Comune, alla fontana dei Quattro Leoni in piazza Vittorio Emanuele II, alle chiese ed ai palazzi con i portali in pietra arenaria. to. C’è una logica nel paesaggio marchigiano che diventa comprensibile solo stando fermi a guardarlo. Non siamo lontani dalla Grotta di Frasassi che merita sempre una visita.
Tornando alla trasmissione della serata di Pasqua, condotta da Camila Raznovich con empatia e professionalità, si è trattato di un programma di assoluta gradevolezza che non può non interessare l’ampia platea che privilegia il bello, accompagnato da storia, arte, cultura e ottimale stile di vita.
La classifica finale, frutto dell’incrocio tra il voto popolare online (che ha pesato per l’85%) e il giudizio della giuria tecnica (15%), ha visto Cingoli salire sul gradino più alto del podio, davanti ad Arenzano (Liguria) al secondo posto e Zungoli (Campania) al terzo. A seguire si sono piazzati San Fele (Basilicata) e San Nicola Arcella (Calabria), in una cinquina che ha rappresentato il meglio dell’Italia minore, quella fatta di località autentiche, spesso lontane dai circuiti turistici preconfezionati destinati a visitatori gestiti come polli di batteria.
Il viaggio de “Il Borgo dei Borghi” non si ferma qui. Mentre il titolo torna nelle Marche dopo alcune edizioni dominate da altre regioni (Militello in Val di Catania nel 2025, Peccioli (Pisa) nel 2024), resta vivo il messaggio che questi piccoli centri possono diventare simboli di un turismo più autentico e rispettoso. Per chi non ha seguito la finale, RaiPlay permette di rivedere la puntata e di immergersi nuovamente nelle storie e nella scoperta di questi venti gioielli.
È importante non confondere la certificazione ufficiale dell'associazione “borghi più belli d’Italia” promossa dall’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, con il concorso televisivo "Il Borgo dei Borghi", trasmesso ogni anno su Rai 3 all'interno del programma Kilimangiaro.
I 20 borghi in gara (edizione 2026)
Realmonte (Agrigento, Sicilia) – costa agrigentina e vicinanza alla Scala dei Turchi.
Castellaro Lagusello (Mantova, Lombardia) – borgo medievale attorno a un lago a forma di cuore.
Cingoli (Macerata, Marche) – noto come il “balcone delle Marche” per i panorami.
San Nicola Arcella (Cosenza, Calabria) – terrazze sul Tirreno e l’Arcomagno.
Battaglia Terme (Padova, Veneto) – borgo termale vicino ai Colli Euganei.
Lucignano (Arezzo, Toscana) – centro storico a forma di spirale, ben conservato.
San Fele (Potenza, Basilicata) – immerso nel verde, famoso per le cascate.
Villar San Costanzo (Cuneo, Piemonte) – vicino alle Alpi Cozie e ai Ciciu del Villar.
Villalago (L’Aquila, Abruzzo) – terrazza naturale sulla Valle del Sagittario e il lago a forma di cuore.
Margherita di Savoia (Barletta-Andria-Trani, Puglia) – celebre per le saline, tra le più grandi d’Europa.
Passignano sul Trasimeno (Perugia, Umbria) – borgo affacciato sul lago Trasimeno, tra natura e storia.
Spilimbergo (Pordenone, Friuli-Venezia Giulia) – conosciuto come la città dei mosaici.
Zungoli (Avellino, Campania) – borgo medievale arroccato, tipico dell’Irpinia.
Canossa (Reggio Emilia, Emilia-Romagna) – borgo “sparso” composto da numerose frazioni e borgate.
Baselga di Pinè (Trento, Trentino-Alto Adige) – frazioni attorno al Lago di Serraia e pinete.
Sadali (Cagliari, Sardegna) – piccolo borgo noto per sorgenti e boschi di larici.
Châtillon (Aosta, Valle d’Aosta) – borgo medievale nella valle alpina.
Nemi (Roma, Lazio) – paesaggio sul lago omonimo, immerso nel Parco dei Castelli Romani.
Vincitori borgo dei borghi
Guardialfiera (Campobasso, Molise) – borgo medievale affacciato sul lago omonimo.
Arenzano (Genova, Liguria) – ville liberty, giardini sul mare e animali liberi per le vie.
2026 Cingoli (Marche)
2025: Militello in Val di Catania (Sicilia)
2024: Peccioli (Toscana)
2023: Ronciglione (Lazio)
2021 Tropea (Calabria)
2022 Soave (veneto)
2020: Grottammare (Marche)
2019: Bobbio (Emilia-Romagna)
2018: Petralia Soprana (Sicilia)
2017: Venzone (Friuli-Venezia Giulia)
2016: Sambuca di Sicilia (Sicilia)
2015: Montalbano Elicona (Sicilia)
2014: Gangi (Sicilia






