


L’insediamento nel vecchio borgo di opere di arte moderna ha sicuramente aumentato l’appeal della cittadina, raggiungibile in pochi minuti dalla capitale. Da visitare nei pressi il sito archeologico Lucus Feroniae
Il paese poggia su vari colli la cui altitudine media è di 160 m s.l.m., geologicamente terrazzi fluviali della valle del Tevere. Pensate che i Capenati furono una fiorente popolazione che prosperava nella Valle del Tevere prima dell'avvento di Roma. Parlavano una lingua, affine al falisco, simile al latino e con influenze di cultura appenninica Osco-Umbre-Sabelliche.
La dominante artistica nella cittadina è sicuramente la ceramica con botteghe e laboratori da cui nascono le piacevoli decorazioni presenti nelle panchine del borgo e visibili anche nelle casette rurali. Una bella meridiana ci dice che “non ritorna più l’età fiorita” ma il vero cambiamento del borgo è riconducibile alle grandi opere ivi insediate, in particolare a “Il momento” di Loranth, ribattezzata dalla gente del luogo “il Gigante”. Si tratta di una scultura alta 9 metri che rappresenta un uomo con il gomito ed una gamba poggiati sulle mura del paese. Realizzata dall'artista ungherese Ervin Hervé-Lóránth, l'opera è diventata un simbolo della cittadina ed un'attrazione turistica. Intriganti anche i due pinocchi di grandi dimensioni sempre inseriti nel contesto della bella piazza della torre dell’orologio.
I colombari sono un tipo di sepoltura, utilizzata soprattutto in epoca romana e di Capena, sono ascrivibili molto probabilmente, al II-I secolo a.C. Quelli nell’area di Capena sono costituiti da quattro stanze superiori rettangolari, con volta a botte, vicino alle quali c'è un pozzo circolare profondo circa 20 m Al di sotto c'è un'altra camera molto ampia di m 4,60 x 6,10, con un pilastro centrale, con circa 400 loculi.

Altra testimonianza forse di epoca romana, sono i resti di un muro, in opera quadrata, che proteggeva l'unico punto d'accesso allo sperone, ed il muro è stato successivamente inglobato nella costruzione del Palazzo dei Monaci, circondato da un piccolo giardino panoramico. Attorno al nucleo medioevale si sviluppò la parte Rinascimentale, con la sistemazione della Rocca dove furono aperte due piazzette e fu costruita una chiesa, ora diroccata, dedicata a San Michele Arcangelo.
Il più rilevante fenomeno demografico dell'Ottocento leprignanese è costituito dall'accentuarsi del flusso migratorio dalle Marche, e specialmente dall'area fermana intorno alla metà del secolo. Lo stemma del Comune è costituito da uno scudo di rosso, alla fascia di argento caricata della scritta "CAPENATES" di nero accompagnata in capo da un ramo di ulivo in banda, uno di frumento in palo e uno di quercia in sbarra legati da un nastro di rosso, e in punta da lepre di colore marrone che risale una collina verde
Monumenti e luoghi d'interesse sono la Chiesa di San Antonio, le chiese di San Michele Arcangelo – Duomo - e di Santa Maria delle Grazie, il santuario.
Da vedere il Castello di Leprignano - Palazzo Abbaziale dei Monaci Benedettini - epoca Alto Medioevo - Centro Storico Capena. Il Palazzo dei Monaci, origine alto-medievale, che ha origine dal restauro e all'ampliamento del Castello Medievale di Leprignano.
Due Aree archeologiche interessanti . La Civitucola, area archeologica - Acropoli e Necropoli di Monte Cornazzano, delle Saliere e di San Martino, sito dell'antica città stato di Capena, la capitale dei Capenati, alcuni studiosi attribuiscono la fondazione della città ai Veienti altri attribuiscono la fondazione della città al Re etrusco Propertius, la città di Capena sotto il dominio Romano venne assegnata alla tribù Stellatina (387 a.C.). Lucus Feroniae, area archeologica - museo, antico santuario della dea Feronia, centro commerciale e religioso dell'antica Capena . Gli scavi comprendono il Foro rettangolare sul quale si affacciano una Basilica, un tempio di epoca repubblicana, un altro tempio di un dio non ben identificato e un viale pergolato pedonale, sul quale si affacciano delle tabernae, negozi o botteghe, in alcune delle quali, sul pavimento, sono visibili dei mosaici, mentre all'ingresso di altre una sorta d'ideogramma faceva capire l'attività del commerciante svolta all'interno, come un'insegna pubblicitaria moderna. Al centro del Foro pare che ci fosse una statua dell'imperatore. Negli scavi vi sono anche un anfiteatro, con capienza di circa 5000 persone, delle terme con annessi frigidarium, tepidarium, calidarium e una schola.
Torre dell'orologio, MUSEO CIVICO è interamente dedicato all'archeologia medievale. Le vetrine contengono reperti provenienti da scavi svolti nel centro storico della città. L'edificio, risalente al XV secolo, fu anche usato come archivio del Comune di Leprignano (Capena). Sulla sua sommità spicca l'antico orologio a contrappesi.
Il lago di Puzzo o Leprignano. Lago di origine carsica che nella storia ha cambiato più volte sito. L'attuale Lago Puzzo si è formato per la prima volta nel 1856 ma dopo circa 44 anni il lago non esisteva più, riempito da depositi lacustri e palustri; nel 1925 un'altra voragine (fenomeno carsico di sprofondamento del terreno noto col nome di Sinkhole), annunciata da forti rumori e scuotimenti del terreno, si aprì improvvisamente nello stesso posto, formando un nuovo lago di circa 100 metri di diametro e 30 metri di profondità.
Nel 1985, a circa 3 chilometri a nord del Lago Puzzo in direzione Macchie – Civitucola, sito dell'antica città stato di Capenas, si è formato un nuovo invaso chiamato Lago Nuovo, preannunciato anch'esso da tre forti detonazioni, si è aperto con emissioni di acido solfidrico. La voragine, che misurava 260 metri di diametro ed era profonda 20 metri, oggi non esiste più ed è difficile riconoscerne la forma, a






