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Home Arte cultura e tempo libero Il fascino dei Borghi italiani. Fine settimana in relax di maggio a Sperlonga, Gaeta e Terracina

Il fascino dei Borghi italiani. Fine settimana in relax di maggio a Sperlonga, Gaeta e Terracina

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Questo tratto della costa  laziale,famoso per il mare incontaminato e per  le lunghe spiagge, vanta  località accoglienti nel segno della storia, dell’arte e della ottima cucina marinara

 

 

Tra i borghi più belli d’Italia a portata di weekend propendiamo per Sperlonga ed optiamo per l’Hotel Ganimede, un 4 stelle di particolare bellezza architettonica,  per di più posizionato con un comodo parcheggio, a soli dieci minuti  di passeggiata dal mare, in un contesto comodo e tranquillo, arricchito da una vegetazione splendida. Invece della trafficatissima via Pontina, percorriamo la autostrada Roma Napoli con uscita Frosinone, poi un tratto della via Appia che rasenta Ceccano e Ferentino e quindi sulla via Flacca che costeggia il mare da Terracina a Gaeta.Dopo poco più di due ore siamo nella stanza 202.

 

L’arrivo della carovana del Giro d’Italia in realtà ci ha costretto a deviare sulle vie interne della zona di Fondi ma il contrattempo ci ha permesso di vedere da vicino le meraviglie ortofrutticoli di quella terra, con serre e coltivazioni curate con grande organizzazione, allineate e quasi pettinate per raggiungere i mercati di mezza Italia. L’impianto architettonico dell’albergo è particolarmente attraente; c’è una piccola piscina, più decorativa che funzionale ma decisamente suggestiva nelle ore serali. Abbiamo sperimentato il servizio di ristorazione dell’albergo che propone anche un menu fisso a 35 euro bevande escluse con scelta tra piatti di terra e di mare. La cena di sabato, tutta a base di pesce, in una location molto curata, risulta particolarmente gradita per la gentilezza del servizio e  per la bontà delle pietanze (insalata mare, paccheri cozze rucola e pecorino, abbondante frittura di pesce, pesce grigliato con patate e dolce al cioccolato fondente !).

 

 

A dominare la bella vegetazione dell’albergo è la Strelizia nicolai, molto simile al banano, pianta con un fiore di rara bellezza che ricorda la fisionomia di un uccello colorato in bianco e blu. La passeggiata nei vicoli di Sperlonga (etimologicamente da spelonca, forse in riferimento alla celebre grotta dell’imperatore Tiberio), impegna un po’ per i tanti gradini ma ti fa scoprire angoli e prospetti panoramici che non hanno nulla da invidiare a capri o a Positano. Frequenti i dipinti murali che richiamano versi e personaggi dell’Odissea, con cui la cittadina risulta intimamente legata Al ristoro Trani, in una delle belle piazze panoramiche della cittadina (piazza della Libertà), assaggiamo una buona tiella salsiccia e broccoletti al costo di 10 euro.

 

 

La ricetta originale della tiella di queste parti prevede l’impiego del polpo verace, insaporito con olive di Gaeta e pomodori freschi. ma sono decine le varianti appetitose. Imperdibile la visita alla Grotta di Tiberio ed all’area archeologica annessa, affacciata sul mare con le sue piscine, e poi al piccolo ma delizioso museo archeologico nazionale (MAN) collegato (ingresso 7 euro. Parcheggio in zona difficile) dominato dallo stupendo gruppo monumentale di Polifemo accecato da Ulisse e, in altra sala, dal gruppo raffigurante l’assalto del mostro di Scilla alla nave di Odisseo. Pranzo soddisfacente anche alla trattoria Marì, sulla spiaggia di ponente (via Cristoforo Colombo 212), dove mangiamo una ottima pizza napoletana verace. Qui un supplì nel listino costa euro 7,50. A nostra specifica domanda ci spiegano che si tratta di due supplì con mozzarella di bufala di Itri.  Gaeta (da caieta= cavità/fenditura forse in relazione alla montagna spaccata presente in zona) si trova ad un quarto d’ora di distanza da Sperlonga e vale la pena  di  essere visitata, sia per le splendide spiagge (quella di Serapo è enorme, quella dei 300 gradini è incantevole), ma anche per la vivacità della zona portuale, per le tante chiese, per il castello aragonese e per la caratteristica zona medievale, resa ancora più attraente da una ristorazione variegata, modulata sulle esigenze diversificate della movida estiva.

 


Terza tappa di un fine settimana improntato sul turismo sobrio e rilassante, è Terracina, che puoi osservare, in tutta la sua intrinseca articolazione edilizia affacciata sul mare, dal punto panoramico d’eccellenza costituito dal tempio di Giove Anxur (dal nome ausonio primigenio di Terracina), in cima a monte Sant’Angelo 227 metri, frequente meta di chi pratica il trekking. Dal criptoportico del tempio la panoramica è mozzafiato e ti permette di scrutare il mare dal promontorio del Circeo fino a Formia con visuale nitida delle isole pontine di Ventotene, Santo Stefano,Ponza, Palmarola  e Zannone. Quest’area archeologica, piuttosto dissestata,  in realtà  si sostanzia, al di là dei resti di un piccolo tempio abitato da monaci benedettini, in un accumulo più o meno ordinato di sassi, con evocazione di preesistenti templi di cui non c’è traccia. Il costo del biglietto (10 euro) non appare proporzionato all’offerta, in cui manca una statua, una rovina o altro in grado di attrarre il visitatore. Libri al seguito: La Condanna di Walter Veltroni e la Governante di Csaba Dalla Zorza. Per la cronaca metereologica: 1° giorno vario e ventoso con sprazzi di sole; 2° giorno freddo pungente, molto vento, pioggia e mare in burrasca; 3° giorno netto miglioramento.

 

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