

Si riporta la trama essenziale di un incontro ad alta tensione per i protagonisti dell’opera e ad alta comicità per gli spettatori, qui in veste di lettori. Nel prosieguo saranno riportati i singoli atti ed i dialoghi della commedia
Un intrallazzino, tal geometra Patracca, sembra legittimato ad affittare un piccolo appartamento con “doppi servizi” come ama ripetere lui e riesce ad ottenere il massimo profitto in tale situazione, affittando lo stesso locale a quattro diverse ed ignare persone, accomunate da una grave crisi esistenziale.
1) Il primo soggetto ad entrare nel piccolo appartamento da affittare è un ex maresciallo dell’esercito – Gaetano Daiulo, abbandonato dalla moglie, in preda, dopo tanti anni di pacifica convivenza, da un incontenibile rigurgito di giovinezza evidenziato da una serie di ritocchi chirurgici a viso e corpo
2) Il secondo inquilino in pectore è il commerciante di profumi Felice Olezzo (nomen omen) incappato in una strana malattia che lo costringe a “fare aria in continuazione”, una patologia accentuata, a suo dire, dagli errori diagnostici e terapeutici posti in essere da una dottoressa della ASL.
3) Terzo soggetto ad entrare in casa è un ex pornodivo (nome d’arte americanizzato Ben Duron), all’anagrafe di Magliano Sabina Filippo Lumacca, figlio di contadini, che ha vissuto gli anni giovanili godendosi il suo mestiere e le sue peculiari doti naturali, fino a che una donna, nel corso di un film d’azione, gli ha trasmesso un terribile virus che lo ha costretto all’impotenza ed alla povertà
4) Quarta figura in scena è il dottor Tullio Gallione, un apprezzato psicologo, colto, intellettuale, vittima di uno strano ed infausto destino che lo ha visto quasi morire a causa di un incidente stradale. Più precisamente a causa di un investimento da parte di una grossa vettura guidata da quella che era stata una sua paziente. Anche lui cerca un angolo di pace, con l’intento di scrivere un libro autobiografico sulla sua vita.
Il geometra Patracca con grande abilità incontra separatamente i quattro affittuari ottenendo da ognuno di loro una consistente e non dovuta caparra. Ad ognuno dei malcapitati ripete in modo sibillino “per non dare nell’occhio ho detto ai vicini che sei un mio cugino…” a riprova della conoscenza dell’ambito condominiale e dell’attenzione per i buoni rapporti col vicinato.
La giornata si articola in quattro incontri con altrettanti inquilini, che esternano, a mo’ di sfogo, le loro problematiche esistenziali e contano di ripartire verso una nuova vita grazie a quel piccolo appartamento, che nell’ annuncio contrattuale ricevuto veniva proposto “stranamente” in comodato gratuito.
A chiusura della giornata inevitabilmente i quattro comodatari si trovano in contemporanea nella casa e ciascuno espone valutazioni e rivendicazioni vagamente giuridiche, ma l’evidenza sconcertante è che tutti e quattro sono stati raggirati dal fantomatico faccendiere Patracca.
Finita la estemporanea logomachia, i quattro giungono a più miti consigli e in vista della prima notte in comune scatta tra di loro una certa solidarietà umana condita dai racconti dello loro esistenze tribolate.
La notte trascorre abbastanza tranquilla e diventa teatro di confidenze, di speranze e di esternazioni anche confidenziali tra i componenti di un club appena formato.
Minimo comune denominatore del gruppo e delle conversazioni è il livore verso le quattro donne che hanno loro rovinato la vita.
La mattina seguente i quattro cercano di organizzare al meglio la loro giornata e forse l’inizio di una nuova vita, per quanto complicata e sicuramente disagiata. Ognuno sistema in casa qualcosa, quando, nel mezzo del trambusto di quattro uomini in versione casalinga, dopo una vibrante suonata di campanello, una donna apre con le proprie chiavi la porta del miniappartamento. Grande la meraviglia dei quattro che non si aspettavano di certo di trovare in quel contesto una presenza femminile, anche attraente. All’unisono gridano il nome “Gaia”.
La donna, carica di verve e personalità, inizia un lungo monologo, che si rivelerà fondamentale per la vita di ciascuno dei neo locatari/comodatari. Insomma la presenza di Gaia, come nelle antiche commedie greche, si presenta come un demiurgo, ma in versione moderna e per di più in gonnella, capace di prospettare soluzioni per un intreccio di vicende esistenziali particolarmente complicato.






