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Home Arte cultura e tempo libero Su Amazon disponibile "PILLOLE DI ETIMOLOGIA" di Alberto Bordi

Su Amazon disponibile "PILLOLE DI ETIMOLOGIA" di Alberto Bordi

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Nelle 220 pagine dedicate alla scoperta dell'origine delle parole, l'Autore ti accompagna nel mondo giuridico, in quello gastronomico, nella toponomastica, indaga nel macrocosmo delle piante e degli animali, svela la matrice di mestieri e professioni, cita personaggi legati indissolubilmente ad una parola, elenca le tante fobie dell'essere umano, come pure sigle ed acronimi e... tanto altro ancora

 

 

PILLOLE DI ETIMOLOGIA. Lo studio etimologico delle parole conduce inevitabilmente a scoprire la vera natura delle cose; non a caso in greco “étymos” significa “vero”. Ogni parola ha una sua storia che può portarci anche molto lontano, ad un aneddoto, ad un evento o ad un personaggio, talvolta ad un semplice oggetto, ma in molti casi a profonde concezioni filosofiche o religiose. In realtà questo approccio all’“intimo delle parole” deve essere considerato un bene ed un piacere aperto a tutti, non riservato ai letterati, partendo dal presupposto che l’etimologia è principalmente ricerca, basata sull’analisi, sull’approfondimento del singolo vocabolo, ancorato, in gran parte dei casi, al prestigioso passato del mondo greco-latino. Navigando in un mare di arcaismi e neologismi, tra parole dotte e termini dell’uso quotidiano, apprenderemo che lo scapolo si ritiene libero perché “senza cappio” mentre il coniuge condivide con il consorte “il giogo…della esistenza”, che Camogli, la bella cittadina ligure, deriva da “casa delle mogli” perché i mariti pescatori erano sempre in mare. E che dire dell’odonomastica (i nomi delle strade), che ci spiega come via Panisperna, a Roma, derivi dal pane e prosciutto (in latino panis et perna) che le suore erano solite distribuire ai poveri nel giorno dedicato a S. Lorenzo. Curiosa la lettura toponomastica di Orvieto, composta da urbs e vetus (città vecchia), esattamente come Viterbo, ma con i termini latini invertiti. Tanti i personaggi che hanno lasciato una impronta della loro personalità in aggettivi ancora oggi utilizzati (sadico, machiavellico, masochista, stentoreo, stacanovista, luculliano), tante le fobìe che ci riportano al mondo greco (agorafobia, aracnofobia, claustrofobia); e poi il sapore dell’etimo gastronomico, in grado di svelarci la matrice di alimenti e pietanze. Anche sigle e acronimi, nati oltre duemila anni fa (INRI, SPQR) oppure recenti (ONU, UPIM, CRI) ci riservano interessanti sorprese, esattamente come l’approccio ai termini giuridici, ai nomi degli animali, agli eventi atmosferici, oppure ai mestieri, come l’advocatus, che nella romanità era “chiamato” in tribunale solo quale persona influente, capace di condizionare con la sua presenza le decisioni dei giudici. Perfino i nomi delle piante si spiegano con una loro caratteristica morfologica mentre i nomi propri delle persone si legano spesso al loro destino (nomen omen come dicevano i latini) e così Penelope significa “tessitrice” e Roberto, in tempo di guerra, era un chiaro richiamo alla triplice alleanza tra Roma, Berlino e Tokio. E tanto altro ancora...

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