
La CISL FP non molla sulla questione della maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità e fa il punto su una problematica già arrivata al vaglio della Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale con sentenza n. 4/2024 aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 51 comma 3 della Legge 388/2000 che riteneva non applicabile la proroga al 31.12.1993 dei termini previsti dagli accordi della tornata contrattuale 1988-1990 entro i quali era necessario maturare i requisiti utili al diritto alla maggiorazione della RIA (accordi recepiti con i DPR 43/1990 per il personale degli Epne e con DPR 44/1990 per il personale dei Ministeri). La materia oggetto della dichiarazione di incostituzionalità non riguarda i lavoratori dei comparti Sanità e Funzioni Locali.
Il sindacato CISL FP ha invitato i propri associati e gli altri lavoratori che hanno maturato i requisiti previsti entro il 31.12.1993 ad attivarsi precauzionalmente attraverso la presentazion, alla propria Amministrazione, di una diffida interruttiva dei termini di prescrizione, finalizzata ad evitare l’estinzione del relativo diritto.
Sono state avviate anche cause pilota per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione della RIA prima di procedere con singoli ricorsi: una scelta responsabile a tutela dei lavoratori rappresentati per evitare di esporli al pagamento delle spese legali in caso di soccombenza. In attesa di definizione dei citati giudizi pilota, grazie all’invio delle diffide, i diritti dei lavori non vengono pregiudicati.
Il prossimo step previsto dal sindacato sarà quello di intraprendere i giudizi a tutela dei lavoratori interessati non appena verranno definiti con esito favorevole i ricorsi pilota presentati all’autorità competente.
Per ulteriori informazioni è preferibile chiedere elementi di dettaglio alla struttura sindacale di riferimento.
L’articolo sulla sentenza della Corte Costituzionale del 2024






