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Home Amici di Lavinio “Mare mostrum”, nuove presenze nel Mediterraneo

“Mare mostrum”, nuove presenze nel Mediterraneo

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Avvistato il pesce scorpione nelle coste calabre, il granchio blu oramai è insediato stabilmente in vari ambiti marini, preoccupa la presenza della terribile cubo medusa nei mari di Spagna e nell’Adriatico.

 

Il clima sta cambiando, è sotto gli occhi di tutti; il mondo sta cambiando e le persone intelligenti se ne preoccupano seriamente; il mare sta cambiando e gli equilibri che ne condizionano la salute, stanno purtroppo venendo meno. Prendiamo in esame il mar Mediterraneo,  ove si registra un consistente impoverimento della Posidonia, l’alga  fondamentale per l’ossigenazione dei fondali ed il consistente ridimensionamento delle gorgonie, in particolare nel mar ligure. Altri segnali negativi vengono dalla difficoltà di sopravvivenza di molte specie: tutti ben sanno come la nacchera (o stura), in linguaggio scientifico Pinna nobilis, il gigante dei bivalvi italiani, dal 2020 stia letteralmente scomparendo a causa di alcuni batteri che ne attaccano le funzioni vitali. Per non parlare dell’aumento delle meduse, altro segnale di una alterazione biologica non più episodica ma diffusa e quasi strutturale.

A questi scompensi se ne aggiungono degli altri, non meno trascurabili, riguardanti la presenza  nel mare nostrum di “oddfish” ossia di pesci strani, provenienti da altri bacini marini, favoriti dall’innalzamento progressivo della temperatura  e dalla crescita della salinità nelle acque delle nostre coste.  E’ il caso del pesce scorpione (Pterois volitans), originario del mar Rosso,  predatore di ricci e molluschi, ed avvistato in Calabria; è il caso del pesce  coniglio scuro, una delle specie incluse nella campagna “attenti a quei quattro” promossa da ISPRA e CNR; è il caso, e qui la questione si fa più seria, delle terribili cubo meduse, avvistate lungo le coste spagnole ed adriatiche.

Altre  specie avvistate nei nostri lidi sono il pesce palla maculato, Lagocephalus sceleratus, che può mordere anche gli essere umani ed i, piccoli squali  chiamati pesci pappagallo. Come arrivano questi mostri nei nostri mari? Le porte di ingresso sono il canale di Suez e lo stretto di Gibilterra, ma il vero veicolo è costituito dalle acque di sentina delle navi scaricate sistematicamente nel nostro ambiente marino. Tutti questi fattori alterano gli equilibri del mare e rendono più difficile la pesca in un contesto in cui si sono stabilizzati da tempo anche i granchi blu. Senza attenzione e senza interventi, si potrebbe profilare una catastrofe per la biodiversità con la conseguenza che il mare nostrum diventi un mare mostrum.