
Una terribile tendenza dei nostri giorni, soprattutto giovanile, prende il nome da un pastore vissuto in Grecia trecento anni prima di Cristo, passato alla storia per aver distrutto il tempio di Artemide una delle sette meraviglie del mondo antico
<< "MK Manichea" Opus Bordorum
Erostrato nacque ad Efeso nel luglio del 356 a.C. e, con l’intento di fare qualcosa di memorabile, incendiò un tempio meraviglioso, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, provocando l’ira dei suoi concittadini che lo condannarono a morte. Il popolo decretò inoltre che di quell’uomo non venisse mai ricordato il nome, negandogli esattamente quello che rappresentava il suo massimo desiderio, ossia di passare alla storia, seppur per un gesto folle.
L’atto insano di Erostrato ha fornito ispirazione per la coniazione di neologismi utilizzati in varie lingue, come l'italiano erostratismo, con cui si indica una "patologica ansia di visibilità e di autoaffermazione nel mondo contemporaneo nonché di sopravvivenza a qualsiasi costo nella memoria dei posteri". Questo loop paranoico pericoloso, non dissociato da altre turbe mentali, avrebbe portato a comportamenti di estrema gravità riportati nella cronaca quotidiana, come il lanciare estintori dal terrazzo condominiale, sparare alla rinfusa sui passanti con un fucile ad aria compressa, percorrere contromano un tratto di strada molto trafficato, frenare solo negli ultimi metri che separano da un dirupo, lanciarsi da un balcone ad un altro edificio e tanto altro ancora.. I rischi ed i pericoli connessi a tali comportamenti non necessitano di alcuna spiegazione e costituiscono un rischio sociale molto rilevante, amplificato dal vezzo, dei protagonisti, di riprendere e diffondere via social tali gesti erostratisti. Insomma dalla morbosa autoaffermazione esibizionista alla esecuzione di atti scriteriati a danno di se stessi e del prossimo, il passo è breve. Sul punto l’interrogativo prioritario è un altro: come isolare tali soggetti, come impedire tali gesti lesionisti elucubrati da personalità in circa di folle esibizionismo? Neanche il legislatore più attento sembra avere la tecnica e la fantasia nei confronti di una patologia che si può scatenare ovunque.
Di questo pastore insano e della singolare patologia che porta il suo nome hanno scritto in molti
Alessandro Verri scrisse nel 1815 il romanzo Vita di Erostrato. Nel 1896 Marcel Schwob rese la vita di Erostrato, colmata nei suoi punti oscuri dalla fantasia dell'autore, il soggetto d'un breve racconto contenuto nell'opera Vite immaginarie. Nel 1939 Jean-Paul Sartre scrisse una breve storia pubblicata ne Il muro intitolata Erostrato: questa storia è una rivisitazione in chiave moderna della storia di questo personaggio.
Il 30 gennaio 1930, mentre pronunciava un discorso presso lo Sportpalast di Berlino, Adolf Hitler definì Winston Churchill «una delle figure erostratiche più miserabili della storia mondiale».
Il 2 dicembre 1942, durante l'ultimo discorso da lui pronunciato alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, Benito Mussolini paragonò a Erostrato una signora di Genova che aveva platealmente protestato contro la guerra. Nel 1965, Come fece Erostrato è stato un brano di Dino Buzzati nell'opera collettiva Quando l'Italia tollerava. Nel 1974 Umberto Eco dedicò una delle sue Interviste impossibili radiofoniche a Erostrato, che era interpretato da Paolo Poli. Una poesia dal titolo Erostrati compare nella prima raccolta poetica di Sergej Stratanovskij, datata 1993 e intitolata Versi. Un libro del 2005 di Paolo Cherchi, Erostrati e astripeti, mette in scena diversi casi di erostratismo, sulla scia di Miguel de Unamuno.
Fernando Pessoa ha scritto, intorno al 1930, Erostrato e la ricerca dell'immortalità, edito in Italia nel 2006.
Alberto Moravia pubblica nel 1956 il racconto L'immortale in cui narra la vicenda di Erostrato (ne L'epidemia, racconti surrealisti e satirici, Bompiani 1956). Erostrato è anche uno dei protagonisti del suo romanzo La vita interiore. Il distruttivismo trae spunto dalla vicenda di vita di Erostrato.






