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Home Arte cultura e tempo libero Il fascino del Medio Evo nell’Umbria felix di Gubbio e Bevagna. Di Alberto A. Bordi

Il fascino del Medio Evo nell’Umbria felix di Gubbio e Bevagna. Di Alberto A. Bordi

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Nel “Cantina Semonte Wine Resort” la raffinata accoglienza di un borgo  impreziosita da una piscina a sfioro immersa tra i vigneti, da una  azienda vinicola di eccellenza e da un ristorante da incorniciare

 

IL NOSTRO ALLOGGIO, UN RESORT AGRITURISTICO A 4 STELLE.. In tipica formazione a quattro, composta da due quasi quarantenni e da due diversamente giovani, freschi di cinquanta anni di vita coniugale, puntiamo,  per un weekend rigenerante, su Gubbio, circa due ore e mezza di macchina da Roma, una delle cittadine medievali meglio conservate al mondo.  Per il soggiorno, dopo attenti studi delle donne del gruppo, si sceglie il Resort Semonte, che prende il nome dall’omonima zona collinare, ricca di olivi e vigneti, a soli cinque minuti dalla cittadina passata alla storia, ovvero alla leggenda, per l’incontro di S. Francesco con un lupo. Il Resort  di via dell’Assino n. 184 si presenta al primo impatto con tutto il suo fascino di borgo in miniatura, con confortevoli alloggi in strutture in pietra, circondato da una vegetazione varia e curatissima, nel mezzo di vigneti che sembrano dipinti sulle colline. Il contesto, improntato al relax degli ospiti, si avvale della presenza di una eccellente azienda vinicola, famosa per il suoi  prodotti di punta (spumante Battista, vini Monteleto, Cordaro, Costante e Coldo) e di una macelleria/gioiello, a supporto di un ristorante in loco che si rivelerà fedele “Custode” della tradizione umbra più genuina. Alla gradevolezza delle stanze si accompagnano i piaceri delle zone comfort, presenti  sia all’esterno che all’interno della struttura, oltre ad una piscina a sfioro che fa bella mostra di se tra olivi e vigneti, che non possono non incantare gli ospiti di turno. Si potrebbe esaltare la bontà di una colazione che deliziati tutti con i prodotti di pregio a chilometri zero, ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla gentilezza e dalla efficienza dello staff che ha  in Nicoletta il suo pezzo pregiato.

La cena nel ristorante Il Custode, gradevole location all’interno del Resort, ci farà apprezzare, dopo la tartare di fassona, alcuni primi deliziosi (tagliatelle al ragù di manzetta,  ravioli di carbonara o  tortelli alle tre carni e crema di zucca) ma a spopolare sono i secondi e gli arrosti di maiale in particolare, il tutto accompagnato da Battista, il delizioso spumante dell’azienda Semonte. Per finire in gloria, il tiramisù della casa. Tutto ottimo, in un contesto delizioso e raffinato.  Il conto è di 160 euro, più che onesto ! La giornata scivola via tra scoperte e buone sensazioni, come quella di un bagno refrigerante in una piscina a sfioro di peculiare bellezza, inserita magicamente tra i filari dei vigneti, quasi pettinati sulle colline della zona.  Dopo la cennata deliziosa colazione, ci elettrizza letteralmente la visita alla zona delle barrique e delle botti troncoconiche  tulipe, come pure alla zona della macelleria per insaccati e prosciutti, una sorta di boutique ordinata e pulita come una sala operatoria.

GUBBIO. La cittadina  medievale, non inserita nei Borghi più belli d’Italia a causa del suo ampio territorio e per la consistente popolazione (oltre 30.000 abitanti), ci affascina fin dal comodo parcheggio antistante all’Anfiteatro romano, risalente all’epoca tardo repubblicana. Situato nella piana della "Guastuglia", l'anfiteatro ha una capienza di oltre 7.000 spettatori e presenta una cavea di 70 metri di diametro. Vi si accede a pagamento. Grazie agli ascensori pubblici, a piedi si raggiunge facilmente il primo livello del territorio eugubino, che si sviluppa prevalentemente in senso verticale. Le costruzioni in pietra, i vicoli riparati, gli scorci pittoreschi, il rosmarino prostrato e le belle piante che trovi ovunque, le chiese e lo stesso stile di vita dei residenti, ci riportano miracolosamente ad un medio evo rivisitato e ti aspetti quasi di incontrare Chichibio, Calandrino o Buffalmacco dentro ad una delle tante trattorie che caratterizzano la passeggiata, tra logge ed edifici di elegante fattura. Straordinariamente  ampia e luminosa la Piazza Grande, un enorme spazio pensile affacciato sulla vallata e che ospita l’imponente Palazzo dei Consoli, uno scenario noto a gran parte degli Italiani anche per essere stato la location di tante puntate della serie televisiva con protagonista “Don Matteo”.

La posizione centrale di piazza Grande unisce idealmente i quattro quartieri storici di Gubbio: San Martino, Sant’Andrea, San Pietro e San Giuliano. Il Palazzo dei Consoli, costruito tra il 1332 e il 1349 domina la piazza con la sua mole imponente e la torre alta 54 metri. Dal 1909 ospita il Museo Civico, che conserva reperti archeologici umbri e romani, tra cui le famose Tavole Eugubine, sette

lastre di bronzo con iscrizioni in lingua umbra che descrivono riti religiosi antichi.

 

Sul lato nord-orientale si trova il Palazzo Ranghiasci-Brancaleoni, in stile neoclassico, che completa la scenografia della piazza Un ulteriore utilizzo dell’ascensore pubblico (gratuito) ci conduce ancora più in alto, alla Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo. L’edificio, ancorato alla roccia, è in stile gotico e presenta un portale a sesto acuto, sopra il quale è posta una grande finestra attorniata da cinque bassorilievi. L’interno si presenta nella caratteristica struttura eugubina, ad un'unica navata ritmata da una sequenza trasversale di dieci imponenti archi ogivali, soffitto a capriate, e coro rettangolare.

Il Santuario di Sant'Ubaldo, altra attrattiva di questi luoghi, si trova sul monte Ingino  (quello che ospita l’albero di Natale più grande del mondo, in realtà perché formato da migliaia di luci poggiate magistralmente sulle sue pendici) ed è dedicato al santo patrono di Gubbio, di cui custodisce  il corpo incorrotto, posto sopra l’altare maggiore. Edificata a cominciare dall’anno  1513, la basilica è stata restaurata nel 2009. La Basilica-Santuario, a cinque navate, è raggiungibile con il trasporto pubblico ma anche mediante la funivia di Monte Eletto, una cestovia con cabine aperte per una o due persone (durata intorno ai 6 minuti, con un costo di 7 euro comprensivo di andata e ritorno). Il portale dell’edificio immette in un chiostro sobrio ed elegante ad arcate, che rappresenta la mèta finale per i ceraioli che, con grande fatica e passione, fin qui portano, il 15 maggio di ogni anno, i pesanti tre grossi ceri caricati sulle spalle fin dalla partenza, in piazza Grande. I ceri non sono candele, ma strutture lignee alte circa quattro metri e pesanti diverse centinaia di chili, sormontate dalle statue dei santi Ubaldo (protettore dei muratori e scalpellini),  Giorgio (protettore dei merciai) e Antonio Abate (protettore degli asinari, contadini e studenti). Per chi vuole la patente di matto, nel centro storico di Gubbio c’è la fontana del Bargello che ti dà diritto a tale riconoscimento dopo averla girata per tre volte. Di assoluto interesse la bella chiesa di san Giovanni, sempre in pieno centro storico, con la adiacente piazza riqualificata dall’architetta Gae Aulenti che ha portato in tale spazio anche un ruscello che scorre di continuo tra luci e panchine di impronta moderna.

In un simile contesto storico e culturale che non può non emozionare il visitatore, la buona tavola ed il buon vino perdono ogni connotato di profano per assumere una sacralità da gustare in ogni sua declinazione. Mangiamo all’Osteria del re (via Cavour 15) che si rivela un ritrovo dall’ottima cucina tradizionale, resa ancora più gradita dal servizio, giovane e gentile. Assaggiamo il tipico friccò (pollo, ma anche coniglio ed anatra, cotto in padella con pomodori pelati ed aromi), ma decisamente più attraente l’antipasto del re (fagioli e cotiche, affettati, formaggi, polenta, il bustrengolo (focaccia cotta in padella con acqua sale), crescia al panaro croccante ed altro. Ottimi e tanti i maltagliati al ragù. Nei calici un ottimo chardonnay locale. (Conto totale 100 euro in quattro).

 

Rilassati e deliziati ci dirigiamo verso Bevagna, circa un’ora di macchina tra quieti paesaggi, dipinti sullo sfondo delle  dolci colline che costeggiano la via Flaminia.

Eccola BEVAGNA, un piccolo paese di circa 5000 abitanti, molto apprezzato dai turisti, anche italiani, inserita nei Borghi più belli d’Italia e nota per le tele pregiate che vi si producevano,  chiamate "bevagne". Si lascia la macchina nell’area  di parcheggio a pagamento vicina ad una delle sette porte della cittadina, secondo uno schema difensivo tipico del medioevo. Nonostante la marcata vocazione turistica e la presenza di numerose trattorie (noi abbiamo mangiato con grande soddisfazione all’Osteria del podestà, mangiando tagliolini al tartufo o al ragù di cinghiale) il piacere di immergersi in una realtà pacata e segnata da ritmi di vita lenti non può che farci piacere. La passeggiata ha un andamento quasi obbligato per noi che siamo entrati da Porta Cannara e diretti alla piazza principale dedicata al famoso entomologo internazionale Filippo Silvestri, bevanate deceduto nel 1949. Ci fermiamo prima nella bella chiesa di san Francesco, raggiungibile dopo una ripida scalinata e poi  nel chiostro di san Domenico, struttura ottimale come location di eventi socio-cultuarali. Da visitare assolutamente le due chiese affacciate su questa ampia agorà., quella di San Michele e  di san Silvestro. Imperdibile è la visita all’ex mulino, dove le acque del fiume Clitunno formano delle cascatelle scenografiche per poi quietarsi a ridosso di un loggiato dove qualche pescatore usa la canna per prendere lucci o trote. Un’altra passeggiata post prandiale e poi lasciamo l’Umbria verde, una regione dove si vive bene, a contatto con brava gente,  felici di aver respirato aria buona, piena di storia, di arte, anche di santità e di un apprezzabile stile di vita, cibi e vini inclusi, pronti a tornare alla prima occasione.

Sito vini Semonte

 

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