Etimologia delle località laziali: la costa tirrenica ed il suo entroterra. Di Alberto Bordi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Luglio 2016 18:26

 

Un tratto di mare che evoca il fascino dell'antica Grecia e i  personaggi legati alla leggenda di Enea, come pure la storia degli imperatori romani che già duemila anni fa in questi luoghi dimoravano in ville di straordinaria bellezza

 

 

 

Lavìnio. Prende il nome da Lavinia, personaggio della mitologia latina, figlia di Latino e sposa di Enea. L'antica Lavinium non coincide con l'attuale Lavinio. Lavinium, il luogo dove la leggenda vuole che Enea giunse insieme al figlio Ascanio, si trova invece presso la foce del fosso di Pratica di Mare, circa 20 km più a nord lungo la costa. Lavinio, al tempo aureo dell'Impero Romano, era sede di opulente ville patrizie consone al carattere e alla ricchezza di Roma. Nel periodo medioevale, il territorio, fu soggetto alla invasione dei pirati e dei saraceni. Priva di strade di comunicazione, tutta questa zona rimase inaccessibile e sconosciuta, fin quando, in applicazione al piano regolatore stradale per la bonifica dell'Agro Romano, venne data esecuzione alla strada litoranea che avrebbe dovuto collegare Anzio ad Ostia
Anzio. l nome deriva dal latino Antium, forse derivato dall'antica Antinum con radice etrusca Anth che significa aquila oppure si può ricollegare alla base pelatina And, ossia terreno franato.  La Chiesa dedicata ai Santi Pio e Antonino si trova sulla piazza principale della città di Nerone. L’edificio religioso, centro del culto portodanzese venne realizzato negli anni ’50 del XIX secolo. Lo stile della facciata è neoclassico, con colonne che cingono il portale d’accesso sui due lati e sostengono un timpano. L’interno è diviso in tre navate, con quella centrale alta circa 16 metri. Sull’altare maggiore è posto un dipinto che rappresentala visione di San Pio V, con il santo che riceve dall’arcangelo Michele la visione della flotta cristiana che sconfigge i turchi nel 1571 durante la Battaglia di Lepanto, opera di Casimiro Brugnone De Rossi..
Nettuno. Deriva da Neptunus, ossia il Dio del mare a cui probabilmente era dedicato un altare o un tempio sul promontorio. Nel XIX secolo, la statua del Nettuno ora in piazza Mazzini, era parte di un'altra fontana che si trovava in piazza del Mercato e della quale, oggi, resta soltanto una parte, divenuta una fontanella pubblica. La statua - realizzata in travertino - è stata scolpita dall'artista Ottavio De Angelis e donata alla città nel 1882.
Sabaudia. Il nome risulta apertamente elogiativo e rievocativo dell'antica casa reale italiana. La Casa Savoia divenne la casa regnante del Regno d'Italia, dalla sua fondazione nel 1861 all'istituzione della Repubblica Italiana nel 1946.
S. Felice Circeo. Riprende e si riferisce al nome del santo patrono del luogo; Circe vive nell'isola di Eea ove approda Ulisse, cui la maga propina una pozione come aveva fatto con i suoi compagni, ma Odisseo, avendo avuto la precauzione di mescolare il moly con la bevanda, non si trasforma in animale.
Terracina. Tarrakina, nome utilizzato dagli Etruschi per denominare la città. Strabone fa derivare il nome di Terracina dal greco trakinè  da  trachùs  che significa “aspro”, “pietroso”).  Per altri va ricondotto agli esuli Spartani ivi approdati che mantennero l'uso di far cenare gli ospiti non su una tavola imbandita ma sulla terra nuda. Nulla a che vedere con il  pesce tracina il cui termine indica la femmina del drago.
Gaeta. Secondo la tradizione il nome deriva da Caieta in riferimento al nome della nutrice di Enea. Un'ipotesi più realistica ritiene che provenga dal greco kaieta con il significato di cavità, golfo.
Ponza. Il mito vuole Afrodite o Venere nascere dalla schiuma del mare e l’appellativo Pontia fa riferimento proprio a questa origine; dal greco pontos (Ποντια) traducibile semplicemente con “mare”, diventa in latino, ma già prima con i Volsci, pontia, traducibile con “proveniente dal mare”, oppure “che sorge dal mare”. In ogni caso credo che si possa dire che l’etimologia dell’attuale nome Ponza sia “che sorge dal mare” o “che nasce dal mare”.
Ventotene. L'isola ha origini vulcaniche, e fa geograficamente parte dell'arcipelago pontino, mentre geologicamente è parte delle isole flegree, insieme a Ischia, Procida e Vivara. Ha una forma allungata, misura circa 1,9 chilometri ed un'altitudine massima di 139 metri. Vi risiedono 787 abitanti. In passato era chiamata Pandataria poi con il tempo ha assunto il nome attuale, forse in relazione alla presenza frequente del vento.
Ardea. Secondo alcuni deriva dal latino ardea, airone. Secondo altri deriva dall'aggettivo "ardua" essendo il luogo difficile da scalare.
Ladispoli. Fondata da Ladislao Odescalchi, fu chiamata Ladislao polis, ossia città di Ladislao.
Pomezia. Il nome attuale deriva dall'antica città Pometia o da "città dei pomi", indicanti la ricchezza ed il benessere dei terreni della zona.
Aprilia. Alcuni hanno letto nel nome un'espressione di buon augurio, come un "aprirsi" del luogo ad una vita nuova.
Velletri. Il nome attuale sembra riconducibile all'antico nome Velitrae -arum ove è presente la componente vel (altura) riferendosi probabilmente alla sua posizione geografica.
Lanuvio. Chiamata anticamente Lanuvium, probabilmente deriva dal latino lama, ossia palude, con riferimento alle condizioni dei territori.
Genzano. Deriva forse dal nome latino di persona Genicius o di famiglia Gentia. Si ipotizza che possa derivare anche dal nome Cinzia che è il nome dato alla dea Diana (dea della caccia) a cui è dedicato un santuario sito nei pressi.
Genazzano. Ha origine gentilizia, infatti deriva dal nome latino di persona Genatius con l'aggiunta del suffisso -anus che indica proprietà o da gens Genucia.
Ariccia. Dal latino Aricia da arare. Secondo Potrebbe trattarsi di un eponimo (nome di un personaggio storico o mitico che dà il nome ad una città) riferendosi alla dea Cerere. La leggenda racconta che l'ateniese Ippolito durante il suo vagare nei colli Albani incontrò la ninfa Aricia di cui si innamorò. Lo stesso Ippolito fondò la città e le diede il nome della sua amata. Il Ponte di Ariccia nasce nel 1854 per opera dell’architetto emiliano Giuseppe Bertolini. Commissionato dall’allora pontefice Pio IX, è alto 72 metri è realizzato in cemento armato e peperino.


 
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