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Tre colpi di magia poetica di Gianni Rodari, capaci di incantare bambini ….ed adulti PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Dicembre 2013 20:42

 

“Per colpa di un accento”, L’Acca in fuga, Il punto interrogativo

 

 

 

Per colpa di un accento

Per colpa di un accento

un tale di Santhià

credeva d'essere alla meta

ed era appena a metà.

Per analogo errore

un contadino a Rho

tentava invano di cogliere

le pere da un però.

 

Non parliamo del dolore

di un signore di Corfù

quando, senza più accento,

il suo cucu non cantò più

 

L'Acca in fuga

 

C'era una volta un'Acca.

Era una povera Acca da poco: valeva un'acca, e lo sapeva. Perciò non montava in superbia, restava al suo posto e sopportava con pazienza le beffe delle sue compagne. Esse le dicevano:

 

E così, saresti anche tu una lettera dell'alfabeto? Con quella faccia?

 

Lo sai o non lo sai che nessuno ti pronuncia?

 

Lo sapeva, lo sapeva. Ma sapeva anche che all'estero ci sono paesi, e lingue, in cui l'acca ci fa la sua figura.

 

" Voglio andare in Germania, - pensava l'Acca, quand'era- più triste del solito. - Mi hanno detto che lassù le Acca sono importantissime ".

 

Un giorno la fecero proprio arrabbiare. E lei, senza dire né uno né due, mise le sue poche robe in un fagotto e si mise in viaggio con l'autostop.

 

Apriti cielo! Quel che successe da un momento all'altro, a causa di quella fuga, non si può nemmeno descrivere.

 

Le chiese, rimaste senz'acca, crollarono come sotto i bombardamenti. I chioschi, diventati di colpo troppo leggeri, volarono per aria seminando giornali, birre, aranciate e granatine in ghiaccio un po' dappertutto.

 

In compenso, dal cielo caddero giù i cherubini: levargli l'acca, era stato come levargli le ali.

 

Le chiavi non aprivano più, e chi era rimast6 fuori casa dovette rassegnarsi a dormire all'aperto.

 

Le chitarre perdettero tutte le corde e suonavano meno delle casseruole.

 

Non vi dico il Chianti, senz'acca, che sapore disgustoso. Del resto era impossibile berlo, perché i bicchieri, diventati " biccieri", schiattavano in mille pezzi.

 

Mio zio stava piantando un chiodo nel muro, quando le Acca sparirono: il " ciodo " si squagliò sotto il martello peggio che se fosse stato di burro.

 

La mattina dopo, dalle Alpi al Mar Jonio, non un solo gallo riuscf a fare chicchirichi': facevano tutti ciccirici, e pareva che starnutissero. Si temette un'epidemia.

 

Cominciò una gran caccia all'uomo, anzi, scusate, all'Acca. I posti di frontiera furono avvertiti di raddoppiare la vigilanza. L'Acca fu scoperta nelle vicinanze del Brennero, mentre tentava di entrare clandestinamente in Austria, perché non aveva passaporto. Ma dovettero pregarla in ginocchio: Resti con noi, non ci faccia questo torto! Senza di lei, non riusciremmo a pronunciare bene nemmeno il nome di Dante Alighieri. Guardi, qui c'è una petizione degli abitanti di Chiavari, che le offrono una villa al mare. E questa è una lettera del capo-stazione di Chiusi-Chianciano, che senza di lei

 

diventerebbe il capo-stazione di Ciusi-Cianciano: sarebbe una degradazione

 

L’Acca era di buon cuore, ve l’ho già detto. È rimasta, con gran sollievo del verbo chiacchierare e del pronome chicchessia. Ma bisogna trattarla con rispetto, altrimenti ci pianterà in asso un'altra volta.

 

Per me che sono miope, sarebbe gravissimo: con gli "occiali" senz’acca non ci vedo da qui a lì.

 

 

Il punto interrogativo

 

C'era una volta un punto

interrogativo, un grande curiosone

con un solo ricciolone,

che faceva domande

a tutte le persone,

e se la risposta

non era quella giusta

sventolava il suo ricciolo

come una frusta.

Agli esami fu messo

in fondo a un problema

così complicato

che nessuno trovò il risultato.

Il poveretto, che

di cuore non era cattivo,

diventò per il rimorso

un punto esclamativo.

 

(www.giannirodari.it)

 

 

 

 

 
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