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Registrato alla Corte dei conti il decreto governativo che permette ai dipendenti pubblici di avere un anticipo sul TFS PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Giugno 2020 07:22

 

Lo ha annunciato la ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone. L'entrata in vigore del DPCM consentirà ai pensionati del pubblico impiego di ottenere una quota di liquidazione fino ad un massimo di 45.000 euro, a valere sul Tfs spettante

 

 

L'intera procedura, che attenua solo in parte la iniqua  e macroscopica disparità di trattamento tra dipendenti privati e dipendenti pubblici, fortemente penalizzati su tale fronte, dovrà essere perfezionata con la convenzione tra Governo e sistema bancario. Solo quest'ultimo tassello permetterà agli interessati di recarsi in un istituto di credito per avviare la pratica ed ottenere l'auspicato anticipo.

Al riguardo va ricordato come, alla collocazione in quiescenza di un lavoratore pubblico, non si abbini la automatica corresponsione del Trattamento di fine servizio (TFS), come accade per il settore privato, che acquisisce da subito il diritto di percepire il Trattamento di fine rapporto (Tfr). Per i pensionati "quota 100", poi,  l'attesa era ancora più lunga, perchè per tale categoria il diritto alla corresponsione del Tfs scattava  solo dal momento in cui avrebbero conseguito la pensione ai sensi della legislazione previgente, ossia quella della legge Fornero. In ogni caso per tutti l'ordinamento prevede una attesa di 12 mesi rispetto al momento di cessazione dal servizio, che diventano 24 in caso di pensione "anticipata" per dimissioni, licenziamento o altro motivo, incluso quello di aver cessato il lavoro attivo grazie al fattore contributivo.

Il tema della liquidazione dei dipendenti pubblici era stato oggetto di controversie giudiziarie arrivate anche alla Corte Costituzionale, che si era pronunciata con una decisione interlocutoria che aveva riguardato solo quanti erano andati in pensione "anticipata".

Circa l'entità degli interessi gravanti su tale anticipo di trattamento di fine servizio, l'impostazione originaria del testo governativo faceva riferimento al limite massimo di Rendistato (il rendimento di un paniere di titoli di Stato) incrementato di 30 centesimi. Il tasso d'interesse dovrebbe comunque essere al di sotto del 2%, ma si attendono precisi chiarimenti sul punto.

Il prestito viene rimborsato comprensivo di capitale e interessi al momento dell’effettiva erogazione del Tfr/Tfs, sul quale sarà operata una corrispondente trattenuta.

 

 

 
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