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La cronaca estiva: nel mare unico della Sardegna guardando le isole dell'arcipelago della Maddalena PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Agosto 2019 14:26

 

 

La sorpresa per la moglie del signor Gino doveva essere una cesta di ricci di mare ma  il verbale dell'Autorità Costiera ha reso indigesta anche una spaghettata aglio e olio

 

Stupenda giornata d'agosto nella Sardegna del nord: il maestrale è stranamente modesto e trasporta il profumo di mirto in ogni angolo della cittadina di Palau; il cielo è limpido ed il mare si presenta di un blu saturo, incantevole. Ogni isolano libero da impegni come pure ogni villeggiante non può che programmare una visita, una passeggiata, un bagno, nella costa dell'antica Icnusa. Anche Gino, campano di origine, amante e conoscitore del mare come pochi, non può resistere a cotanto richiamo e decide di fare una sorpresa alla moglie ed alla amica che la ospita, andando alla ricerca di qualche riccio da accompagnare agli spaghetti ed al prezzemolo. Con l'entusiasmo di un bambino, attrezzato con guanti resistenti ed un bidoncino con manico, raggiunge una scogliera poco frequentata e con maschera e boccaglio si immerge alla impegnativa ricerca del Paracentrotus Lividus, l'echinoderme aculeato apprezzato per le sue uova. Con perizia ed attenzione Gino trascorre poco meno di due ore ad ispezionare la scogliera, riuscendo a raccogliere una quarantina di esemplari rossastri, sufficienti per la agognata spaghettata di mare. Riemerso dalle acque trasparenti con il suo bidoncino,  il povero Gino,  in veste vacanziera, viene avvicinato da due agenti della Guardia Costiera che gli contestano di aver violato il divieto di pesca dei ricci, applicandogli la sanzione amministrativa di 4.000 (quattromila) euro. Potete immaginare la sorpresa  del "reo", della moglie e dell'amica ospitante. Altro che spaghettata !

Le cronache riportano che a Civitavecchia un pescatore pugliese, reo di aver pescato circa 5000 ricci di mare si è visto multare con la sanzione di 4000 euro e  con il correlato sequestro della bombola di ossigeno e della attrezzatura utilizzata. Stessa multa inflitta ad un pescatore sportivo di Gallipoli, nel leccese, che avrebbe dovuto sapere di non poter pescare più di cinquanta ricci di mare. E invece, a bordo della sua barca, i militari della guardia costiera ne hanno trovati oltre 500.

L'episodio, raccontato nei suoi tratti essenziali,fa pensare perchè fa riemergere il problema della corretta applicazione delle discipline sanzionatorie, soprattutto se queste hanno carattere locale, come il decreto emanato l' 8 novembre 2018, dall'Assessorato dell'Agricoltura e riforma Agro-Pastorale della Regione Autonoma della Sardegna, che consente su tutto il territorio sardo la riapertura della pesca del riccio di mare (paracentrotus lividus) nel periodo ricompreso tra il 15 novembre 2018 ed il 15 aprile 2019. Il Decreto regionale consente la raccolta per uso personale esclusivamente a mano e per un massimo di 50 esemplari, senza attrezzi particolari o bombole, limitatamente alle sole giornate di sabato, domenica e festivi calendariali.

Il primo aspetto riguarda proprio la conoscibilità delle discipline locali che dovrebbero essere portate a conoscenza di tutti i cittadini in modo efficace, in particolare nei confronti dei turisti che non possono fare una full immersion di diritto penale e amministrativo prima di tuffarsi in mare. I cartelli nelle zone di intenso transito ed all'ingresso delle località turistiche sono un consistente aiuto su tale fronte.

Anche il signor Gino deve sapere che "ignorantia legis non excusat" (la legge non ammette ignoranza) ma la stessa Cassazione ha introdotto limiti alla inescusabilità con particolare riferimento ai mezzi di conoscibilità delle norme. E poi Gino non è pescatore professionista, non ha attrezzatura specifica; è il pescatore della domenica ed il suo intento era quello di pescare il necessario per una spaghettata in famiglia; è certo che il suo status non può essere assimilato a quello del professionista del mare che deve conoscere le discipline vigenti e non deve utilizzare  scientemente attrezzature non consentite in un determinato luogo e/o in un determinato periodo.

Il regime sanzionatorio prevede sicuramente l'applicazione di multe graduali in relazione alla fattispecie violata ed alle situazioni di fatto e di diritto accertate. Crediamo che nel caso specifico il signor Gino, che non è recidivo (in Francia in questi casi c'è l'ammonimento e, in caso di recidiva la sanzione esemplare) debba essere multato con il minimo della sanzione applicabile. Vedremo l'esito finale della vicenda.....

 

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