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Nell'area dell'Università la Sapienza di Roma si trova la gipsoteca classica, dove ammirare centinaia di calchi in gesso di sculture greche dal periodo arcaico all’ellenismo PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Novembre 2019 11:47


La struttura, che ospita tantissimi studenti impegnati nella consultazione di testi o al PC, è aperta, con libero accesso, dal Lunedì al Venerdì con orario 9.00 - 19.00 (Foto di Alberto Bordi)

 

 

 

 

Non è molto conosciuta, ed è un peccato. Parliamo del Museo dell'Arte Classica dell'Università "La Sapienza" di Roma, ossia della gipsoteca più grande d'Italia.

Cos'è una  gipsoteca? E' il luogo dove vengono conservate le riproduzioni in gesso (in greco antico gypsos significa "gesso") di statue in bronzo, marmo e terracotta. A volte viene indicata anche con il termine di calcoteca, dalla radice greca della parola chalkos, ossia "bronzo", per indicare il materiale delle opere riprodotte. A Roma, in verità, esiste un'altra gipsoteca molto apprezzata ed è quella della casa studio di Hendrik Christian Andersen (Bergen, 17 aprile 1872 – Roma, 19 dicembre 1940), l'elegante dimora di via Mancini 20 (non distante da piazza del Popolo e dal ministero della Marina su Lungotevere) che, alla sua morte, l'artista norvegese lasciò in eredità allo Stato Italiano, unitamente a tutte le opere d'arte ed agli arredi in essa contenuti. Un'altra gipsoteca di trova a Possagno, piccolo centro in provincia di Treviso, che  conserva  gessi originali e calchi di opere di Antonio Canova.

Torniamo quindi alla gipsoteca classica della Sapienza, incardinata nel Dipartimento di Scienze dell'Antichità, e  situata sul retro dell'edificio di Lettere e Filosofia Università di Roma, Pz.le Aldo Moro 5, raggiungibile anche dall'ingresso di via De Lollis, aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 - Telefono: 06 4969 4318.

L'allestimento del museo, si deve ad un professore di Storia dell’Arte Antica presso la Sapienza, Emanuel Löwy, che negli anni finali del XIX secolo, creò questo spazio culturale ad uso degli studenti e dei ricercatori, sull’esempio di analoghe raccolte già esistenti in Europa e particolarmente in Germania. La sistemazione attuale è il risultato dello spostamento definitivo di migliaia di copie in gesso avvenuto dopo la creazione della nuova università. Negli anni recenti la collezione si è arricchita di reperti realizzati con la metodologia 3D che si è affiancata alla tecnica tradizionale.  I  circa 1200 calchi in gesso del Museo permettono a studenti, ricercatori e appassionati di ripercorrere secoli di storia della scultura attraverso l’osservazione di copie fedeli degli originali tratte dai più importanti musei del pianeta. Ed è un piacere vedere studenti impegnati su testi o sul PC attorno ad un tavolo affiancato ad una riproduzione in gesso della Porta dei Leoni, l'entrata monumentale della rocca di Micene, in Argolide. Qui la continuità della storia dell'arte, tra passato e presente, è tangibile e permea l'aria di queste sale gremite di capolavori, difficilmente avvicinabili in un contesto unico.

I vari locali della gipsoteca sono dedicati alle varie ere della civiltà greca e permettono di apprezzare copie fedeli di assoluti capolavori come l'Auriga di Delfi, il gruppo del Lacoonte e dei suoi figli (originale ai musei Vaticani), la Nike di Samotracia, esposta in originale al Louvre di Parigi, il Galata morente, lo Spinario (l'originale in bronzo ai musei capitolini), lo Zeus di capo Sunion (originale al Museo Archeologico Nazionale di Atene) un'opera che non sfigura neanche vicino ai bronzi di Riace. In molti casi si tratta di riproduzioni gigantesche, spesso riproducenti le fattezze di Ercole (Eracle) o di Giove o di massicce divinità fluviali. Tra queste spicca, al centro del fine corridoio, la riproduzione dell' Ercole Farnese, scultura ellenistica in marmo alta, nell'originale, 317 cm, opera di Glicone di Atene databile al III secolo d.C. e custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Sempre in uno dei locali di fondo non possono non colpire alcune statue in gesso, in sequenza ravvicinata, del Discobolo di Mirone, una delle quali ricoperta di bronzo. Il percorso è ricco di kouroi, di teste di divinità, in particolare di Minerva, di metope e di bassorilievi che riproducono scene di guerra, di  atleti e di guerrieri, di volti di fanciulle di particolare  bellezza.

E' presente anche una copia del Pugilatore a riposo, la stupenda scultura in bronzo che si trova al museo Romano di  palazzo Massimo, un'opera particolarmente apprezzata dai turisti statunitensi, soprattutto quelli provenienti da New York e da Los Angeles, dove è stata ospitata per quattro anni con grande clamore mediatico.

 

Nell' Aula Odeion del museo, il 7 novembre 2019 sono stati presentati, con interventi dei protagonisti e con l'aiuto di audiovisivi, i grandi scavi della Sapienza, una serie di missioni che hanno portato studiosi, esperti e  ricercatori in Turchia,  in Siria, in Iraq, in Palestina, in Grecia ma anche in zone di scavi del nostro territorio, come Manfredonia (FG), Cannatello (AG) Santa Severa e Veio (RM) a Mozia (TP) ed a Castro (LE)

 
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