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"Concerto" degli Alunni del Sole, è annoverata come una delle più belle canzoni d'amore nella storia musicale italiana PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Giugno 2020 12:27

 

 

La delicatezza delle note, la dolcezza delle parole ed il timbro di voce coinvolgente di Paolo Morelli creano una intensità emotiva unica, che ha determinato un successo senza fine di questa autentica poesia d'amore in musica

Concerto

 

 

 

Nel finire degli anni Sessanta cominciano ad essere conosciuti e da allora nessuno ha più dimenticato la delicatezza quasi liturgica dei loro brani d'amore, intensi, commoventi. Gli Alunni del Sole prendono il nome dall'omonimo romanzo di Giuseppe Marotta e ne fanno parte due fratelli napoletani, Paolo Morelli (pianoforte e voce) e Bruno Morelli (chitarre), provenienti da una famiglia di musicisti, Giulio Leofrigio (batteria) e Giampaolo Borra (basso), amici incontrati a Roma, che aderirono con entusiasmo al loro progetto musicale. L’Aquilone e Concerto (1969), primi brani del gruppo, sono una calamita di consensi, di affettuosa vicinanza ad una sensibilità rara e raffinata, nella quale fa da sfondo il mondo della città partenopea.

Con …E mi manchi tanto, una raccolta d’inediti, il gruppo scala le classifiche; Arrivano poi Jenny e la bambola (1974) e Le maschere infuocate (1976), due LP molto apprezzati dal pubblico italiano di ogni regione. Non manca, nel loro repertorio,  un richiamo tangibile  alla canzone napoletana e l'album ‘A canzuncella (1977) accontenta anche la platea partenopea più esigente. Nel 1978 con il brano Liù, molto ascoltato ancora oggi, vincono il Festivalbar 1978. Leofrigio e Borra lasciano la band e vengono sostituiti da Gianfranco Coletta (ex componente di Chetro & Co., Banco del Mutuo Soccorso) e da Ruggero Stefani (ex componente di Pupille, Fholks, l’Uovo di Colombo, Equipe 84). Nel 2013 esce il  cofanetto La storia… il sogno, con 15 successi e un intero disco d’inediti, ma l'anno resta tristemente famoso per la improvvisa scomparsa di Paolo Morelli, morto il 9 ottobre a Roma per un infarto.

Basterebbero le prime strofe di Concerto per comprendere il livello lirico di un gruppo che ancora oggi è ascoltato da chi ha voglia di provare sentimenti amorosi profondi, indimenticabili, proprio come la voce di Paolo Morelli.

Concerto

Da dove sia venuta, io non so

La voce del tuo cuore

Sarà magicamente discesa da lassù

Dal mondo dell'amore

Ricordo di una notte

Che non finiva mai

Concerto di un mare senza te

Che suona e ti riporta a me

Giorni sul lungomare insieme a te

Bruciavi più del sole

E gli occhi tuoi nel vento come i miei

In cerca dell'amore

Ombre di una pineta

E un prato per sognare

Concerto di un mare senza te

Che suona e ti riporta a me

L'estate senza fine poi finì

e si gelò il mio cuore

la terra che girava intorno a noi

si allontanò dal sole

ricordo di una notte

che non finiva mai.

Concerto, di un mare senza te

che suona e ti riporta a me.

 
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