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Il piacere dell’etimologia, rubrica a cura di Alberto Alfieri Bordi: il detective? Si chiama Aulo Bordonio PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Novembre 2020 09:16

 

 

Sembra una figura tipicamente anglosassone, questo investigatore nel campo del crimine, che non può non farci pensare a personaggi letterari del calibro di Sherlock Holmes, di Hercule Poirot o di Nero Wolfe, nati dalla fervida fantasia di Artur Conan Doyle, di Agatha Christie e di Rex Stouts.

 

 

 

In comune hanno la spiccata capacità di "scoprire" assassini spietati e disegni criminali. E nel latino antico il verbo scoprire era "detegere", con il participio passato in detectum, che ci riporta proprio alla moderna figura dello "scopritore" di colpevoli e di perverse trame criminali. Se detego (de+tego) è scoprire, il verbo tego , senza il de privativo, equivale quindi  a "coprire" ed il participio tectum ci porta inevitabilmente alla copertura della casa, il tetto. La stessa radice teg,  peraltro, ci conduce alla toga, la sopravveste di lana o altro materiale utilizzata dai cittadini dell'antica Roma per ripararsi dal freddo.

 
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