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Contro il degrado e l'abbandono funziona positivamente la politica degli orti urbani PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Dicembre 2020 13:29

 

 

Riportiamo una interessante pubblicazione, realizzata dal professor Mario Sergo, che non si limita alla esposizione teorica di questo fenomeno virtuoso, peraltro affrontato con il necessario approccio scientifico ed amministrativo non disgiunto da profili etici, filosofici e comportamentali, ma da anni lo pratica con risultati estremamente positivi in termini di salute...del corpo e dell'anima

 

 

Il dipinto nel sottotitolo è la parte centrale de Il Giardino delle delizie (o Il Millennio), un trittico a olio su tavola (220×389 cm) di Hieronymus Bosch, databile 1480-1490 circa e conservato nel Museo del Prado di Madrid.

 

L’istituzione degli Orti Urbani rientra nella politica di promozione salvaguardia - attraverso la coltivazione ortofrutticola - del territorio comunale ed in particolare delle aree periurbane ed extraurbane.

Le aree che vengono concesse per la realizzazione di Orti Giardini Urbani vengono così preservati dal degrado, dall’abbandono, dagli usi impropri e, allo stesso tempo, rivisitate e rivissute in un'ottica dinamica di appartenenza e tutela a 360°che consente ai cittadini di riappropriarsi del loro territorio.

Nei tempi di crisi, si perdono certezze, ci si sente insicuri; si smarriscono i riferimenti, si annebbiano le prospettive; si fa fatica ad ancorarci ai consueti valori consolidati nel tempo, per continuare almeno nella routine quotidiana, in attesa di tempi migliori.

Nei tempi di crisi, si tende a confidare nelle consuetudini collaudate, nelle amicizie comprovate, nelle condivisioni di gruppo e negli affetti personalI; talvolta nel ritiro individuale, rifugiandoci in noi stessi.

Nei tempi di crisi, si cercano di individuare le caratteristiche e i motivi della crisi, le responsabilità, le connivenze; ma si pensa anche a come uscirne, si prospettano soluzioni e rimedi.

Per le prime - le cause della crisi - si pensa sicuramente a quelle economiche-finanziarie, alle diseguaglianze createsi nel tempo, ma anche alle mutazioni epocali, insite nella storia dell’umanità, quelle di tipo sociale e politico, dei valori e delle civiltà, del senso universale.

Per le seconde - le vie di uscita - si invoca il ripristino delle regole di convivenza socio-economica violate e delle norme civili disattese; si ricorre a ripensamenti dei propri stili di vita, alla riscoperta di valori e tradizioni che nei secoli si sono rivelati di sicuro affidamento.

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Questo, sopra riportato, è l'incipit di ORTI URBANI, una pubblicazione che ha nell'indice la  sintesi icastica delle varie componenti di una pratica sicuramente in crescita ma che potrebbe essere migliorata in più parti, a beneficio della collettività operosa che ama la natura ed i suoi prodotti.

INDICE: la cura ed il lavoro della terra; gli orti urbani; diffusione; i numeri; profilo dell’ortolano italiano; i luoghi degli orti urbani; perché l’orto urbano; la cultura degli orti urbani; l’ecosistema dell’orto; il sottosuolo; istituzioni-amministrazioni-organizzazioni; piccole storie dell'orto urbano; il professore e gli ortolani; il poliziotto ed il furto di patate; relazione di coppia; il mistero dei furti di frutta; il cacciatore di farfalle e la professoressa; intrecci e coabitazioni.

“Dunque ogni cosa visibile non perisce del tutto, poiché una cosa dall'altra la natura ricrea, e non lascia che alcuna ne nasca se non dalla morte di un'altra”. Lucrezio (“De Rerum Natura”)

 
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