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Il piacere dell’etimologia, rubrica a cura di Alberto Alfieri Bordi: i suffissi micro e macro PDF Stampa E-mail
Venerdì 29 Gennaio 2021 14:20

In tante parole della lingua italiana che contengono il connotato di piccolo e grande, sono rinvenibili, rispettivamente, gli aggettivi del greco antico micròs-a-on e macròs-a-on. La macroeconomia riguarda ad esempio il bilancio degli Stati o i mercati internazionali non certo i flussi di guadagno, di spesa e di risparmio delle famiglie, di cui si occupa la microeconomia.

 

 

Chi soffre di micragna, ad esempio, ossia di povertà assoluta, come si dice in Lazio e Toscana, può occuparsi solo di "piccole cose". E' invece macrocefalo, l'individuo che si caratterizza per la testa (in greco "kefalè") grossa ("macròs").La microlitiasi indica la presenza, nei reni o nell'uretere del nostro organismo, di piccole particelle solide, comunemente indicate come "sabbietta", in grado di scatenare i dolorosi fastidi delle coliche. Il Microscopio consente di osservare (in greco "scopeo") piccole (micròs) cose o minuti organismi, come i microbi (micròs + bios "vita"), che sono batteri in grado di scatenare patologie anche serie. Microfono indica un piccolo strumento che trasporta la voce ed i suoni (in greco phonos). C'è poi l'aggettivo greco megas, megale, mega, che si traduce con "grande", da cui derivano tante parole in uso oggi nella nostra lingua. Per esempio Megafono (dal greco megas=grande e da phonos=suono) è lo strumento, usato prevalentemente in strada, tanto dagli scioperanti che dalle contrapposte forze di polizia, che amplifica e rende più forte la voce. La megattera è una balena che si caratterizza per le grandi (megas) pinne, indicate come ali (dal greco pteròs). I megaliti (da μέγας "grande" e λίϑος "pietra") sono  grandiosi monumenti preistorici, costruiti con pesanti e rozze pietre, soprattutto a scopo funerario, come quelle celeberrime di Stonehenge, nello Wiltshire in Inghilterra. In informatica, il megabyte (MB) è l'unità di misura multipla del byte, corrispondente ad oltre un milione di byte. Il megalomane ha manie di grandezza ed ama ostentare la enormità delle cose che fa o che acquista; il megaton (mega=grande e ton=tonnellata) è la misura di potenza esplosiva  usata in particolare per le bombe nucleari. A questo rapido panorama dobbiamo aggiungere anche l'aggettivo latino magnus-a-um, anch'esso da tradurre con grande, da cui deriva la magnanimità, ossia la grandezza d'animo.  Lorenzo de’ Medici (1449-1492) fu detto il Magnifico per "aver fatto cose grandi" come signore di Firenze ma anche come poeta; Carlo I diventò  Carlomagno o Carlo il Grande per le grandi gesta che lo portarono nell'800 ad essere incoronato imperatore a Roma.

 
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