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Geniozia n.38, tra genialità ed idiozia. L'Italia s'è desta (di Anonimo) PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Ottobre 2021 12:21

 

Una poesia in rima che denuncia in modo pesante la situazione complessiva del nostro Paese, governato, a detta dell'anonimo compilatore, da politici senza attributi. Insomma una pasquinata aggiornata ed aggravata da più di una espressione volgare

 

 

 

Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta,

l'Italia di allora, non questa.

L'Italia di allora aveva i coglioni,

non c'era Salvini e l'amica  Meloni

neppure il PD con gli altri fregnoni,

e sia ben chiaro, checche se ne dica

ai maschi del tempo piaceva la fica.

L'Italia sappiate, fu forte ed onesta,

ma quella era Patria, di certo non questa.

Adesso si grida "correte fratelli",

correte a salvare l'Italia a brandelli,

salvate 'sta minchia, qui è tutto un bordello,

cerchiam di salvare almeno l'uccello.

Si scopron le tombe, si levano i morti,

ma morti di fame  per colpa dei  torti,

fatti per anni all'intera popolazione

ridotta a mangiare solo a colazione.

Gli scioperi in pugno, la mafia, la chioma,

già molti ricordan la marcia su Roma.

Correte, venite, giovani schiere,

il vostro ideale è solo il sedere,

in testa avete  un tatuaggio,

della vita godete solo un assaggio.

E' tutta una pacchia di ladri in sollazzo,

è tutto uno schifo, è tutto uno sguazzo,

si sposano i preti, la monaca guarda

e pensa di dare presto via la bernarda.

Fra tanto merdaio, tra tanto imbarazzo

L'Italia s'è desta. Ma manco pel cazzo!

 
©Comirap 2012. Direttore editoriale Alberto Bordi, Webmaster Massimo Geria