Passeggiate romane:"una strada, una casa, una scritta latina"- Tredicesimo itinerario: le case di uomini illustri. Di Alberto Alfieri Bordi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Luglio 2022 14:21




Inutile sottolineare come migliaia di personalità in ogni campo, perfino uomini di Stato ed imprenditori di alto livello, non abbiano saputo resistere al fascino di soggiornare nella città eterna e molti, tra musicisti, artisti, uomini e donne dello spettacolo, letterati di ogni tempo, l'hanno scelta come sede principale della loro esistenza.



Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l’inquilino, questo parallelismo ci esorta ancora di più a soffermarsi sulla struttura di un edificio e, meglio ancora, a leggere una frase incisa su una parte visibile di esso, con l'intento di avere qualche elemento sulla indole, sulla personalità di chi vi abita o vi ha abitato.

In passato, ma lo stesso vale per i tempi attuali, Roma ha rappresentato il crocevia obbligato, quasi sempre molto apprezzato, di personalità importanti, dagli uomini di potere, della politica che conta e della economia internazionale, alle figure di spicco del mondo della scienza, dell'arte, dello spettacolo e dello sport. Insomma tutti passano per Roma, come molti anni addietro facevano anche i giovani delle buone famiglie europee, avviati al Grand Tour per conoscere soprattutto l'arte e le opere più significative ai fini di una ottimale formazione culturale.

Lo stesso rituale del lancio della monetina nella fontana di Trevi per propiziare il ritorno a Roma, è riconducibile alla permanenza di studiosi stranieri nella città eterna. Si dice che Wolfgang Helbig (1839-1915), apprezzato archeologo e fulcro della mondanità alemanna all'ombra del cupolone, ebbe modo di capire quanto grande fosse la malinconia degli studiosi tedeschi in procinto di allontanarsi dall' Urbe, dopo avervi trascorso un periodo straordinario della loro esistenza. Proprio per temperare questo addio con una speranza di ritorno, “l'archeologo mondano” Helbig inventò il rito del lancio della monetina nella fontana di Trevi quale incantesimo per tornare a riassaporare le bellezze di Roma. Molti di questi uomini illustri hanno soggiornato nella città eterna, che per una gran parte di essi ha rappresentato la sede, più o meno stabile, della famiglia, degli interessi, degli studi e del lavoro. Tante, quindi, le case abitate da menti eccelse, letterati insigni, pregevoli artisti e geniali musicisti, uomini e donne dello spettacolo. Non è certo semplice tracciare una mappa attendibile di queste case, impreziosite dalla presenza di personalità di tal genere, anche se in taluni casi ci viene in aiuto una targa commemorativa, affissa per ricordare questo passato che sarebbe un peccato gettare nel mondo dell'oblio. C'è da chiedersi, ad esempio, dove abbiano abitato geni dell'arte come Michelangelo e Raffaello nel corso degli anni trascorsi a Roma ad onorare gli incarichi ricevuti dai pontefici, oppure letterati eccelsi come Leopardi o Pirandello.

Michelangelo. Lo scultore aretino, ispirato autore del celeberrimo ciclo di affreschi della Cappella Sistina, che a Roma morirà nel 1564, sembra abbia vissuto in prossimità di piazza Venezia, vicino al Foro Traiano, come testimoniato da una targa, posta nel 1871 su un lato del Palazzo delle Assicurazioni Generali. L’edificio si trovava in Via Macel de Corvi, una strada stretta e tortuosa scomparsa con le demolizioni effettuate per permettere la costruzione del Vittoriano. Per molti la casa abitata da Michelangelo si trova in via dell'Aracoeli, che è la seconda a destra scendendo dal Campidoglio.

Raffaello Sanzio, che a Roma provò l'amore per la cosiddetta Fornarina, quella Margherita Luti, figlia di un fornaio trasteverino, sembra abbia alloggiato a Palazzo Caprini, nel rione di Borgo, in un angolo tra piazza Scossacavalli e via Alessandrina, acquistato dall'urbinate che qui trascorse gli ultimi giorni della sua vita (1520). Altri pensano che fosse ubicata in via dei Coronari n. 1 la casa del grande pittore, il cui ritratto è stato lì dipinto a chiaroscuro sulla facciata da Carlo Maratta. Qualche studioso individua il buen retiro romano dell'artista nel vicolo del Monte Vecchio n. 148 sul cui portone è scritto: "TUA PUTA QUE TUTE FACIS" (considera tuo quello che tu stesso fai). La casa appartenne a Prospero Mochi abbreviatore apostolico; sulle finestre del secondo piano si legge "NON OMNIA POSSUMUS OMNES" (Non tutti possiamo fare tutto) e "PROMISSIS MANE" (Mantieni le promesse).

Anche Giacomo Leopardi dimorò a Roma, dall'anno 1822, ospite dei cugini, nel palazzo Antici, con i suoi due ingressi su via dei Funari e su via Caetani; il poeta di Recanati ebbe molto a ridire sia su tale abitazione "ove regnava un orrendo disordine, confusione, nullità, minutezza insopportabile e trascuratezza indicibile" e sia sulla città eterna, caotica e godereccia, che poco si confaceva alla sua profondità di pensiero.

In Via Antonio Bosio, nei pressi di via Nomentana, in un villino costruito nei primi anni del 1900 è visitabile la casa di Luigi Pirandello, dove lo scrittore visse dal 1933 fino alla morte, nel 1936: un ampio soggiorno-studio, una camera da letto e una bella terrazza. L’arredo è quello originale con gli oltre duemila volumi appartenuti allo scrittore ed i numerosi manoscritti relativi a poesie, romanzi e drammi, la sua macchina da scrivere e l’originale del premio Nobel per la letteratura vinto nel 1934.

Il Grand Hotel de la Minerve, in piazza della Minerva 69, può vantare, tra i suoi illustri ospiti, Marie-Henri Beyle, noto come Stendhal, scrittore francese, amante dell'arte e appassionato dell'Italia, come ricordato in una lapide; in quelle stesse stanze hanno dimorato lo scrittore Herman Melville, l'autore di Moby Dick, ed il generale argentino don Josè de San Martìn, "liberatore di Argentina, Chile, Perù".

In un altro albergo di lusso, oggi facente parte della catena di Rocco Forte, il de Russie, in via del Babuino 9, nel 1891 visse e morì il principe Girolamo Bonaparte.

Tra via XX settembre e Via delle Quattro Fontane, al civico 20 di quest'ultima, c'è il palazzo Albani Del Drago, costruito nel 1587, che ospitò anche il celebre archeologo tedesco Johann Joachim Winckelmann, uno dei padri della storia dell'arte (9 dicembre 1717 - 8 giugno 1768 Trieste).

In via della Mercede 11 un edificio seicentesco fu la casa di Gian Lorenzo Bernini, genio del barocco italiano (Napoli 7 dicembre 1598 - Roma 28 novembre 1680 ) che qui morì, come ricorda una lapide ivi apposta nel 1898 con il busto dell'artista opera di Ettore Ferrari.

In Via Monte Zebio, nel Quartiere Della Vittoria, è ben visibile una targa che ricorda l'esploratore e pioniere dell'aeronautica Umberto Nobile (Lauro 1885-Roma 1978), protagonista di due transvoli sul polo Nord in dirigibile, che in quella casa abitò fino alla morte.

In via Oslavia 39 B, non distante da piazza Mazzini, ancora oggi è visitabile la casa che per trent’anni ha costituito l’abitazione del pittore, scultore e scenografo futurista Giacomo Balla, che qui si spense nel 1958 dopo una esistenza di grande creatività in compagnia delle talentuose figlie Luce ed Elica.

Il grande compositore Franz Liszt abitò in via Bocca di Leone 14, nell'Albergo d'Inghilterra. Qui in altri tempi, anche recenti, sono stati ospiti Isabel Allende, Sir Alec Guinness, Italo Calvino, Brian Adams, Papa Pio IX, Jarno Trulli, Vincenzo Gioberti, Ezra Pound, Giuseppe Ungaretti, Claudia Schiffer, Dom Pedro V King of Portugal, Katherine Kennedy, Lucia Bosè, Lionel Richie, Elisabetta Canalis, Luis Sepulveda, Michael Bublé, Maradona, Prince Philip, Duke of Edinburgh, Matt Dillon, Arzu Irigoyen, President of Guatemala, Negroamaro.

Madame Récamier, famosa salottiera francese nell'epoca del Direttorio e del Primo Impero, soggiornò in via del Babuino 65, dove già aveva abitato Salvator Rosa; al civico 89 della stessa via, un tempo casa dell'architetto Giuseppe Valadier, geniale ideatore dell'assetto di piazza del Popolo, risedette Carolyne Sayn-Wittgenstein nobildonna polacca che per quarant'anni fu l'amante di Franz Liszt. Una targa sul palazzo ricorda solo lui, tacendo gli amori illeciti del musicista...

Un appartamento in via Albalonga 13, vicino a piazza Re di Roma, ha costituito la prima dimora romana di Federico Fellini, nel 1939, una abitazione alla quale il regista fu sempre affezionato, al punto da riprodurla nel film "Roma".

L'albergo del Sole, in piazza della Rotonda 63, è stato frequentato da Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir. Tra gli ospiti illustri del Grand Hotel Plaza, in via del Corso 126, spiccano i nomi di Sua Maestà Imperiale Carlotta del Messico, Winston Churchill e Charles de Gaulle. All'’hotel Quirinale, in via Nazionale 7, soggiornò Maria Callas. L'albergo Cesari, in via di Pietra 89 A, fu il primo alloggio dello storico tedesco Ferdinand Gregorovius, "civis romanus" che immortalò in opere memorabili il suo amore per la città, come recita la lapide apposta accanto al portone. Via Sistina è affollatissima di case storiche. Si comincia dal civico 48, dove viveva Bertel Thorvaldsen, scultore danese, esponente del Neoclassicismo, per proseguire al 64, con Costantin Hansen, pittore e scultore danese. Al civico 126, dal 1838 al 1842 dimorò lo scrittore russo Nikolaj Gogol. Più articolati gli spostamenti di Hans Christian Andersen, scrittore e poeta danese, celebre soprattutto per le sue fiabe, che, da via Sistina 104, ove fa bella mostra una lapide che ne ricorda la presenza, si trasferì in via della Purificazione, poi in via Borgognona e infine, in un appartamento sopra il Caffè Greco, in via Condotti. Nell'attuale via Francesco Crispi, al 55, visse Henrik Ibsen. Al civico 66, in piazza di Spagna, abitò Lord Byron, ma a ricordarlo non c'è alcuna targa. In via della Croce 81, c'era il palazzo del principe Stanislao Poniatowski. In via Frattina 52, invece, soggiornò James Joyce, che poi si trasferì in via Monte Brianzo 51, dove, al civico 25, visse Michel Eyquem de Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese noto anche per i suoi aforismi. In via del Pantheon 57, al secondo piano, dal 1896 al 1897, abitò lo scrittore tedesco Thomas Mann con suo fratello. La principessa Cristina di Svezia, con i suoi tanti amanti, decise di abitare in via della Lungara, nelle sale che oggi sono parte integrante della Galleria Corsini.

Questa breve panoramica forse utile per una sana passeggiata istruttiva con il naso in su non deve far dimenticare quelle case che, proprio per la fama dei loro occupanti, sono state trasformate in musei. In via Mancini 20, non distante dal ministero della Marina, si può visitare l'attraente’abitazione-studio dello scultore Hendrik Christian Andersen, un museo (villa Helene) che dell'artista neoclassico custodisce le monumentali opere. Al civico 18, in via del Corso, si trova la Casa di Johann Wolfgang Goethe, dove lo scrittore, poeta e drammaturgo tedesco visse durante i suoi viaggi romani, condividendone gli spazi con altri connazionali artisti. Affacciata sulla celebre via dello shopping, la casa conserva lettere, libri, disegni che riguardano il viaggio del poeta in Italia. Al secondo piano si trova la Biblioteca storica degli artisti tedeschi in Italia

Percy Bisshe Shelley viveva in piazza di Spagna 26, con John William Keats (Sulla sua tomba è scritto: qui giace un uomo il cui nome fu scritto sull'acqua ("here lies one whose name was written on water"), proprio ai piedi della celebre scalinata. Rimasto pressoché inalterato tanto nella facciata che negli interni, oggi l'edificio è sede della Keats-Shelley Memorial Association, dove sono ricordati altri illustri ospiti inglesi, come Oscar Wilde, George Eliot e Samuel Taylor Coleridge. La casa ha una collezione di circa 8000 libri, tra i quali molte opere di Lord Byron.

La residenza storica dello stilista Valentino Clemente Ludovico Garavani, meglio noto come Valentino, nonchè anche quartier generale della sua casa di moda, si trova in Piazza di Spagna, in palazzo Mignanelli, immobile antichissimo e di pregio.

Quella che era la casa di Alberto Sordi, una magnifica villa posizionata in via Druso, proprio di fronte alle Terme di Caracalla, dove il grande attore abitò dal 1958 al 2003, anno della morte, è prossima a diventare una casa-museo aperta al pubblico su appuntamento.

Al lato della scalinata che porta a Trinità dei Monti sorge l’abitazione di Giorgio e Isa de Chirico, dove il maestro della neometafisica visse a partire dal 1947. Nel luminoso salone di stile quasi barocco, si possono ammirare le sue prime opere, dove il pittore ricorda le sue origini greche. Nella sala da pranzo alcuni dipinti di nature morte, che il pittore amava definire di “vite silenti”. Nella terza stanza ci sono i quadri dell’ultimo periodo, i più famosi, con oggetti misteriosi inseriti come ornamento alle raffigurazioni dei manichini, il segno distintivo della sua attività artistica.

Atmosfere di fine secolo si rivivono al museo Pietro Canonica, un piccolo ma prezioso spazio situato nel cuore di Villa Borghese, dentro ad una sorta di castelletto. L’appartamento privato racconta l’universo intimo delle memorie e degli affetti dell’artista, mentre l’atelier testimonia la sua perizia tecnica di scultore e pittore.

Situata nel Palazzo Primoli, la casa del celebre anglista Mario Praz offre al visitatore dieci ambienti dove sono esposti oltre 1200 pezzi tra dipinti e sculture, mobili e arredi.

Aperto al pubblico dal 1996, il museo Giacinto Scelsi nasce per volontà dell'artista che ci ha lasciato le sue opere, la sua musica, le sue poesie e il “luogo” dove per lunghi anni ha vissuto e creato. Qui troviamo il pianoforte ancora in uso che il Maestro suonava da virtuoso, i raffinati oggetti orientali ricordo dei suoi viaggi ed il celebre dittico di Dalì “Coppia con le teste piene di nuvole”.

Situato nel quartiere Della Vittoria, al civico 1 dell'omonimo Lungotevere, l’appartamento di Alberto Moravia si trova all’ultimo piano di un palazzo anni Trenta affacciato sul Tevere. La casa conserva tracce di vita quotidiana, dei suoi viaggi e dei suoi interessi. Le molte opere d’arte alle pareti e la ricca documentazione d’archivio testimoniano i rapporti con artisti e scrittori: da Mario Schifano a Dacia Maraini, da Renato Guttuso a Toti Scialoja sino a Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci.

Lo studio di Francesco Trombadori, pittore della “Scuola Romana” si trova all’interno del Parco storico di Villa Strohl-Fern al centro del “Parco dei Musei”. La Villa fu una celebre colonia di artisti attiva per più di 80 anni e tra i suoi ospiti si ricordano Rainer Maria Rilke, Arturo Martini e Carlo Levi. Vincolato dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, vi sono conservati arredi d’epoca, opere di rara bellezza, l’archivio e la biblioteca del pittore siracusano.

In via della Maschera d'Oro 21, a Palazzo Gaddi Cesi, nacque Federico Cesi fondatore in questo stesso palazzo dell'Accademia dei Lincei e amico di Galileo Galilei, uno dei primi soci dell'accademia.

Alberto Alfieri Bordi, raro esempio di romanità di sette generazioni, è nato in circonvallazione Clodia 21, interno 3, dove suo padre Mario ha vissuto fino alla morte, anno 2005.

Queste poche informazioni sulle case degli uomini illustri sono solo un piccolo segno di quanto Roma sia da sempre al centro della storia, sacra e profana, del pianeta. Infatti da duemila e più anni la nostra città è mèta gradita di uomini illustri provenienti da ogni parte del mondo e così sarà anche in futuro; qualcuna di queste residenze sarà preda dell'oblio, alcune cederanno all'inclemenza del tempo, ma molte saranno ricordate per sempre come abitazioni di letterati, scienziati, artisti di chiara fama e riproporranno, ai passanti degli anni futuri, il pensiero, le opere ed il talento di personalità eccellenti che hanno respirato l'aria di una città unica.

 

 

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