Passeggiate romane: motti latini sui palazzi della città eterna di Alberto Alfieri Bordi PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Ottobre 2012 14:02

Anche la strada più anonima e grigia a Roma può sortire piccole e grandi emozioni culturali; la tangenziale, ad esempio, non offre certamente paesaggi ameni, ma, provenendo dalla Tiburtina, poco prima dell’uscita Salario, ti offre uno scampolo di latinità,

 inciso sulla facciata di un palazzo della zona. La frase beneaugurante è “VENIT DIUTURNUS HOSPES SOL” che si ritrova spesso anche nelle meridiane o nelle fontane. A piazza di porto di Ripetta 1 si può leggere “SALUTATE EAM DICENTES PAX HUIC DOMUI” ed il tema della pace domestica, molto diffuso in passato e recuperato nel ventennio fascista, si ritrova anche in via L. Muratori 35 “PAX HUIC DOMUI ET OMNIBUS HABITANTIBUS IN EA”. In via Appia "la mia casa è aperta per te", in latino "DOMUS MEA TIBI PATET". In via De Calboli "DOMUS AMICA DOMUS OPTIMA" mentre su un edificio nei pressi di piazza Mazzini "la casa è il posto ove si coltiva la pace", ossia "DOMUS PACIS CULTUS DOMICILIUM".

Nella centrale via Barberini il palazzo dell’Enpam, al civico 11 (A.D. MCMXXXI), si presenta con il motto “MALO MORI QUAM FOEDARI”. Più avanti, al civico 29, si legge invece “AD SEDEM PATERNAE DOMUS NOVO APERIENDO ITINERI DISIECTAE ALOISIUS ET IOSEPH FRATRES FERRI AMPLIORES AEDES ORNATIORESQ EXCITARUNT”. A via Taranto, in un bel “palazzo-libro” si celebra invece lo spirito degli uomini di mare: “COELUM NON ANIMUM MUTANT QUI TRANS MARE CURRUNT. Nell’ingresso dell’edificio di  via Eritrea 91 si decanta il valore della salute e del lavoro onesto sintetizzati in « SALUTI ET HONESTIS LABORIBUS SACRA DOMUS » ; a piazza Sempione si esalta la purezza dell’aria "HIC AER PURIOR UNDA FLUIT"; peccato che il traffico della zona renda questa valutazione anacronistica. A via Volturno 7 rivive l’antico culto dell’ospitalità romana nell’incisione esterna « HIC HOSPES TIBI LAETA DOMUS IUCUNDA SALUBRIS PURIOR.A largo Margagni, altezza via Lancisi, sulla sommità del palazzo prospiciente il Policlinico Umberto I, è incisa una considerazione che non trova sicuramente consensi nelle donne del nostro secolo: « VIRIS LABOR MULIERIBUS MUNDITIA CONVENIUNT - UBI EST AMOR FELICITAS – MCMXXXI ». In via Montecuccoli è riportata una frase di Sallustio « FABER SUAE QUISQUE FORTUNAE », ossia ognuno è arbitro del suo destino. A largo Trionfale, la facciata di un palazzo ricorda che « DULCE POST LABOREM DOMI MANERE », un piacere che attraversa intatto  la storia dell’umanità.....