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Il piacere dell’etimologia, rubrica curata da Alberto Alfieri Bordi - Atto terzo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Gennaio 2013 19:20

 

L’etimologia evocativa di uomini e personaggi: luculliano, draconiano, lapalissiano, pantagruelico, mecenatismo, travet, bacucco, nicomedismo, cesareo, dolomiti, malapropismo, wellerismo, elzeviro, manicheo, mentore, rocambolesco, fantomatico, titanico, cicerone, cassandra, stentorea, dagherrotipo, stacanovista,daltonico

 

 

 

 L’etimologia, quale branca trasversale della conoscenza delle parole, ha il pregio di interagire con la geografia, la storia, la politica, la gastronomia, la chimica, la medicina e tante altre tipologie di studio che hanno comunque sempre al centro l’uomo. Alcuni uomini hanno avuto l’onore ed il merito di passare alla storia per aver coniugato una particolarità della loro esistenza ad un oggetto, un comportamento, ad un modo di essere o di pensare. In rapida sequenza vediamone alcuni esempi.

Luculliano. Aggettivo riferito ad un pranzo caratterizzato dalla consistente quantità delle portate. Deriva da  Lucio Licinio Lucullo, generale romano (117 a.C. – 56 a.C.) dedito a memorabili banchetti. Per capire l’entità di questi eventi può essere di aiuto leggere le narrazioni di Plutarco: “Vi erano d'obbligo, come antipasti, frutti di mare, uccellini di nido con asparagi, pasticcio d'ostrica, scampi. Poi veniva il pranzo vero e proprio: petti di porchetta, pesce, anatra, lepre, tacchino, pavoni di Samo, pernici di Frigia, morene di Gabes, storione di Rodi. E formaggi, e dolci, e vini”.

Draconiano. Rigorosissimo ed intransigente, questo il concetto di draconiano che va ricondotto al severo legislatore ateniese Dracone, vissuto nel VII secolo a.C.

Lapalissiano. Ovvio, evidente, scontato. Deriva dal nome di Jacques de la Palice, Maresciallo di Francia vissuto intorno al 1500. Si racconta che alla sua morte i suoi soldati avrebbero composto per lui un canto celebrativo, sfortunatamente storpiato; dall’originario "se non fosse morto farebbe ancora invidia" diventò "se non fosse morto sarebbe ancora in vita". Da lì un'affermazione lapalissiana è diventata un'affermazione di un'evidenza talmente ovvia da essere ridicola. Pantagruelico. Enorme, smisurato, riferito in particolar modo all'appetito o ad un pasto. Deriva da Pantagruel, gigante dall'insaziabile appetito, personaggio nato dalla penna di Rabelais nel XV secolo le cui avventure sono narrate nel romanzo "Gargantua e Pantagruel. Il gigantesco Pantagruel è in realtà insaziabile non solo di pietanze prelibate ma anche di libri, di conoscenza e di parole.

Mecenatismo. Gaio Cilnio Mecenate nato ad Arezzo nel 68 a.C. è passato alla storia per il virtuoso atteggiamento di protezione nei confronti dei poeti Virgilio ed Orazio. Dal nome proprio al nome comune, “mecenate” è, nel parlare quotidiano, chi aiuta finanziariamente letterati e artisti che si trovino in situazioni di difficoltà.

Travet. Sinonimo di impiegato di bassa categoria. Deriva dall’opera “ Le miserie 'd Monsù Travet”, una commedia in cinque atti in piemontese composta da Vittorio Bersezio e rappresentata per la prima volta il 4 aprile 1863 al Teatro Alfieri di Torino dalla compagnia Toselli. Ignazio Travet, il protagonista, è un impiegato pubblico che ritiene appunto di avere trovato "il posto sicuro" e soprattutto decoroso, ma in realtà non è altro che un umile impiegato che, per quanto laborioso, è sempre maltrattato.

Bacucco. Persona vecchia e rimbecillita a causa della veneranda età. Trae il nome dal profeta ebraico Abacuc, spesso rappresentato come persona particolarmente vecchia. Donatello lo ritrasse nella scultura denominata “lo zuccone” 

Nicodemismo. E' il comportamento di chi nasconde le proprie convinzioni religiose, politiche, ideologiche, adeguandosi esteriormente alle opinioni dominanti. Deriva dal nome del fariseo Nicodemo, che, secondo il vangelo di Giovanni, si recò in segreto a visitare Gesù. Nicodemita era nel secolo XV colui che nascondeva la propria adesione alle dottrine della riforma protestante per timore di persecuzioni,  manifestando esteriormente ossequio al cattolicesimo.

Cesareo. E’ il tipo di parto caratterizzato dal “taglio cesareo”, un intervento chirurgico per mezzo del quale il ginecologo procede all'estrazione del feto. Comunemente si attribuisce l'origine del termine alla particolarità della nascita di Giulio Cesare, ma è un falso storico dato che la madre Aurelia Cotta morì anni dopo aver dato alla luce il figlio. La parola cesareo deriva dal verbo latino 'tagliare', caedo, -ĕre, caesus sum, e quindi è il cognomen "Caesar" che potrebbe derivare da un antenato del dittatore venuto alla luce in seguito a un taglio cesareo.

Dolomiti: prendono il nome da geologo francese Deodat de Dolomieu (1750-1801) il quale riuscì a stabilire che esse non sono formate di calcite (carbonato di calcio) ma da carbonato doppio di calcio e di magnesio, da lui, per l’appunto, definito “dolomite”.

Malapropismo. Tendenza al refuso, alla storpiatura delle parole, con frequenti effetti comici (parente anzichè parentesi, antilopi anzichè antipodi). Deriva dalla signora Malaprop, protagonista nella commedia teatrale “I rivali” del 1775 dell’irlandese Brinsley Sheridan che incappava sovente in questo bisticcio di parole (amore/amaro,  traduttore/traditori). Per altri è la mera traduzione del francese "mal à propos", ossia a sproposito.

Wellerismo. Da Sam Weller personaggio Dickensiano che era solito abusare di proverbi e sentenze di ogni genere. Rappresenta la tendenza a coniare o proferire proverbi attribuiti a persone immaginarie.

Elzeviro. Il termine, che oggi definisce un articolo giornalistico di approfondimento, di solito non legato alla cronaca, trae origine dalla famiglia di stampatori olandesi Elzevir, vissuti nei secoli XVI e XVII inventori di un particolare carattere tipografico utilizzato per comporre gli articoli d'apertura della terza pagina, di solito di carattere letterario o comunque culturale.

Manicheo. E’ detto tale chi di fronte ad una questione vede due opposti assoluti, il bianco ed il nero, senza sfumature e senza possibilità di posizioni intermedie. Manicheismo è la religione fondata da Mānī (215-277), predicatore e teologo nato nel regno dei Parti e vissuto nell'Impero sasanide. Una religione radicalmente dualista articolata su due princìpi, la Luce e le Tenebre.

Mentore. Sinonimo di guida saggia, di consigliere fidato, riporta all’omonimo personaggio dell'Odissea, l'itacese cui Ulisse affidò il piccolo Telemaco prima di partire per la guerra di Troia. La diffusione del vocabolo si deve in particolare al romanzo Les aventures de Télémaque di Fénelon. 

Rocambolesco. L’aggettivo, che è entrato nell'uso per riferirsi ad azioni particolarmente audaci, avventurose e spericolate, richiama Rocambole, personaggio immaginario, protagonista di diversi romanzi dello scrittore francese del XIX secolo Pierre Alexis Ponson du Terrail, un avventuriero e un ladro gentiluomo.

Fantomatico. Inconsistente, immaginario, privo di una concreta tangibilità esattamente come un fantasma che in francese si traduce “fantôme”. Può ricollegarsi a Fantômas, personaggio letterario ideato nel 1911, protagonista di una serie di  romanzi scritti dai francesi Marcel Allain e Pierre Souvestre. Criminale spietato, dotato di intelligenza diabolica, abilissimo nei travestimenti e megalomane, organizza intrighi delittuosi complessi e con fini decisamente ambiziosi.

Titanico. Gigantesco, possente; aggettivo spesso abbinato al termine “sforzo” per accentuare il concetto di sfida che gli è insito Nella mitologia greca, i Titani erano dodici (sei uomini e sei donne), figli di Gea e Urano ed osarono affrontare gli dei e il sommo potere di Zeus, uscendone  però sconfitti.

Cicerone. In gergo turistico è colui che mostra e spiega ai visitatori le bellezze artistiche di un luogo. Quindi una persona in grado di parlare bene, che sa intrattenere gli uditori, come sapeva fare magistralmente Marco Tullio Cicerone (106 – 43 a.C.) simbolo della eloquenza romana.

Cassandra. Così è chiamata, nel linguaggio corrente, la persona che si atteggia a profeta di sventure, comportamento attribuito alla omonima figlia di Primo, annunciatrice di eventi negativi.

Stentorea. Si abbina alla “voce” nel senso di potente (e non stentata) e richiama Stentore, l’eroe epico greco, ricordato nell’Iliade perché in grado di gridare quanto 50 uomini insieme, per cui divenne proverbiale. E' designato da Omero con l'epiteto "dalla voce di bronzo"; la sua voce serviva da tromba all'armata ma, dopo aver osato sfidare Ermete a chi urlava più forte, fu sconfitto e ucciso.

Dagherrotipo. Il termine si usa nel senso di”primo esemplare”, “antesignano” e si rifà al francese Louis Jacques Mandé Daguerre, che mise a punto il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini, anche se non riproducibili.

Stacanovista. E’ detto stacanovista o stacanovista un lavoratore indefesso che si distingue per  non lesinare energie nello svolgimento delle attività cui è preposto. In realtà lo stacanovismo è un particolare sistema di divisione e di organizzazione del lavoro ideato da un operaio sovietico del bacino del Don, Aleksej Grigor'evic Stachanov. Quest'ultimo, infatti, estrasse con una tecnica di sua invenzione una quantità di carbone pari a quattordici volte quella normale. La sua immagine fu utilizzata allo scopo di aumentare la produttività di tutti i lavoratori, con l'obiettivo non secondario di "dimostrare al mondo" l'efficacia del sistema del lavoro socialista.

Daltonico. E’ da ritenere tale colui che risulta affetto dalla incapacità a percepire i colori, del tutto o in parte. Il nome di tale difetto, di natura prevalentemente genetica e presente praticamente negli uomini, va ricondotto al chimico inglese John Dalton, che per primo ne formulò, nel 1794, una descrizione scientifica, pubblicando l'articolo intitolato "Extraordinary facts relating to the vision of colours" ("Fatti straordinari legati alla visione dei colori"), dopo essersi reso conto della propria “cecità cromatica”.

 Per nulla rari i casi in cui il personaggio storico invece di dare il nome alla cosa, prende invece il nome, o il soprannome da un oggetto o da un peculiare comportamento che gli è proprio. Caracalla prende il nome da un panno di origine gallica, aderente al corpo e provvista di cappuccio. Tale veste fu portata a Roma proprio dall’imperatore Aurelio Antonino Bassiano che per questo fu soprannominato Caracalla. Caligola. Caligola ("piccola caliga", la calzatura dei legionari, affettuoso soprannome datogli in giovane età dai soldati del padre Germanico) era il terzo figlio di Agrippina Maggiore e Germanico, generale molto amato dal popolo romano.

 
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