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5 Marzo 2013 - 20 ANNI DI TAI JI QUAN di Enzo Bordi PDF Stampa E-mail
Sabato 09 Febbraio 2013 13:46

 

Da quel lontano 5 Marzo 1993 sono trascorsi 20 anni, quando il Qi Gong e Tai Ji Quan di Paola Wu Min si è diffuso alla FAO, dico di Min in quanto prima c'era stato un altro e bravo insegnante, Grant Muradoff ma la maggiore diffusione e longevità del corso è stato ed è con Min.

 Formatasi in Cina alle fonte delle arti marziali prima a Pechino ed a Shaolin poi a Taiyuan per il Tai Ji stile Yang con il Gran Maestro Yang Zhenduò, ha continuato il suo apprendimento di numerose tecniche e stili come il Chang Quan, Nan Quan, stili tradizionali (Cha Quan, Tonbei Quan). Anche per l'apprendimento dello stile "Chen" si è recata alla fonte nel villaggio di Chenjiagou. Nel 1989 diviene la prima campionessa nazionale di Taiji Quan per la Federazione Italiana Arti Marziali Cinesi. Nel 1990 nella prima gara di Taiji Quan del CONI è medaglia d’oro e così pure nel 1991, divenendo cintura nera. Non poteva farsi mancare una visita nel Wu Dang Shan, sede del Taoisno ed in cui ha vissuto Chang San Feng, considerato l'ideatore del Tai Ji di stile interno. Infatti esso differisce dalle arti marziali esterne in cui lo scopo è soprattutto orientato al combattimento così come la preparazione di tipo atletico muscolare.

Non è che nel Tai Ji Qi Gong manchino l'agilità e l'attivazione di muscoli e tendini ma lo scopo principale è la ricerca dell'equilibrio inteso come centratura ed allineamento del corpo nelle esecuzioni delle posture e forme ma anche come equilibrio emotivo e psichico cioè la ricerca dell'armonia con se stessi e con gli altri fino alla massima aspirazione di sentirsi in armonia con l'intero universo. Potete immaginare quale fosse il desiderio per due volte alla settimana di utilizzare l'ora del pranzo e invece del solito pasto nutrirsi di sfere di luce, onde del mare, voli di uccelli, danzare con l'arcobaleno, mettere le mani nelle nuvole, spargere una manciata di stelle nel Cielo, ondeggiare lievemente come alghe in fondo al mare o come canne al vento o remando in piedi ad una barca e magari gettare la rete come un pescatore ed ancora stare a cavallo e scoccare una freccia od imitare il drago che entra ed esce dall'acqua, la gru bianca che dispiega le ali al vento, il gallo d'oro che si solleva su una sola gamba, il balzo della tigre, la fata che indica la strada e la cicogna che volge lo sguardo alla luna.

Questo era il nostro nutrimento che, come potete capire, saziava principalmente la fame dello spirito e dell'anima (il Cielo) non trascurando ovviamente il movimento armonico del corpo (la Terra) e far affiorare così la consapevolezza di uomini posti tra "Terra e Cielo", nome che Min ha usato per la sua Associazione. Nei giorni in cui non si poteva utilizzare la "palestra" della FAO, abbiamo praticato in varie parti della zona: Nei giardini del comune di Roma in viale Guido Baccelli, nel giardino e nelle sale della Casa di Riposo e nell'atrio della Basilica di Santa Balbina, nel Vivaio Le Mura (Centro Bonsai) nello Stadio delle Terme, nel cosiddetto "biscotto" in Via della Valle delle Camene di fronte alla FAO dove si va a fare jogging ed in altri posti decisi, più o meno, all'ultimo momento. Come giocolieri o artisti di strada non era tanto importante il luogo ma il creare, nel suo insieme, l'atmosfera adatta ed a sentirsi nella stesso isolati e partecipi del mondo circostante.   

Dopo qualche anno di pratica, alcuni di noi volevano intensificare la conoscenza del Tai Chi e abbiamo convinto Min ad organizzare un corso per diventare più esperti ed addirittura "istruttori". Il primo corso, in cui sono felice di aver partecipato, è durato 3 anni più un anno di assistenza; praticamente una laurea con tanto di certificazione. Il corso svolto in tre parti seguendo i principi del Tai Chi dava risalto agli aspetti corporali, emotivi, psichici e filosofico-spirituali prendendo come base la Medicina Tradizionale Orientale e, per intuizione di Min, confrontando gli stessi aspetti nella Tradizione Occidentale. In questo modo abbiamo avuto l'occasione di ascoltare e conoscere molti docenti e professionisti che ci hanno dato una ampia visione e voglia di continuo apprendimento.

I viaggi in Cina, seguendo in piccola parte l'iter della nostra Maestra, li ricordo come un'esperienza di vita fondamentale, avventurosa, ricca di conoscenze, gioiosa e culturalmente proficua ed ancora oggi cerco di frequentare i seminari con i Maestri cinesi quando sono in Italia ed in Europa.

Passare poi da allievo a istruttore è una nuova avventura e ti accorgi che mentre cerchi di trasferire le tue conoscenze e l'amore per questa arte, in realtà stai ricevendo l'entusiasmo del principiante e la passione di chi continua a seguirti e quando un allievo ti chiama maestro, ti suona un po’ strano perchè per te, i Maestri con la M maiuscola sono altri, ma in fondo, in fondo ti fa piacere.  

Molti sono i colleghi FAO che hanno praticato con Min durante questi venti anni e molti altri che venivano appositamente dalle più svariate parti di Roma ma pochi sono stati veramente assidui e tenaci per una buona parte di tutto questo tempo e mi piace ricordare alcuni nomi storici come Julia che ha anche agito come coordinatrice, Yves Freypons che nonostante la sua robusta mole si muove in modo leggero, armonioso ed elegantemente, Alessandra che continuò a frequentare anche quando il suo ufficio fu trasferito, Jarmo, diventato istruttore, Viola che essendo già in pensione, ci accompagnava con la macchina dalla FAO alla sede dell'Associazione di Min in Largo Giovanni Chiarini per non farci perdere tempo, ed infine Micaela  che predilige la forma di Tai JI Jian (con la spada) e che tuttora frequenta le lezioni facendo il percorso da Latina a Roma.

Nel 2012 si è concluso il secondo corso di formazione per istruttori nella sede dell'Associazione "Tra Terra e Cielo", le nuove generazioni della FAO continuano i corsi di Tai Chi a cui porgo i miei auguri per la pratica dei prossimi venti anni e colgo questa occasione per ringraziare la mia prima Maestra Paola Wu Min Yi per avermi fatto conoscere ed amare questa meravigliosa arte di vita e per salutare tutti i miei colleghi ancora in servizio che leggeranno questo articolo e che ricordo affettuosamente ed a cui consiglio l'apprendimento del Tai Ji Quan per il loro totale benessere.                                

 

 

 

 

 
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