Pubblicato “Il piacere dell’etimo” alla scoperta dell’origine delle parole - di Alberto Alfieri Bordi PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Marzo 2014 18:22

 

La collana dell’Accademia della Clepsidra si arricchisce di una nuova opera che apre a tutti le porte per accedere all’ ”intimo delle parole”. La magia dell’etimologia, una ricerca ed un viaggio senza limiti: si parte  da una parola e si arriva  chissà dove.

Lo  studio etimologico delle parole conduce inevitabilmente a scoprire la vera natura delle cose; non a caso in greco “étymos” significa “vero”. Ogni parola ha una sua storia che può portarci anche molto lontano, ad un aneddoto, ad un evento o ad un personaggio, talvolta ad un semplice oggetto, ma in molti casi a profonde concezioni filosofiche o religiose. In realtà questo approccio all’“intimo delle parole” deve essere considerato un bene ed un piacere aperto a tutti, non riservato ai letterati, partendo dal presupposto che l’etimologia è principalmente ricerca, basata sull’analisi, sull’approfondimento del singolo vocabolo, ancorato, in gran parte dei casi, al prestigioso passato del mondo greco-latino. Navigando in un mare di arcaismi e neologismi, tra  parole dotte e termini dell’uso quotidiano, apprenderemo che lo scapolo si ritiene libero perché “senza cappio” mentre il coniuge condivide con il consorte “il giogo…della esistenza”, che Camogli, la bella cittadina ligure, deriva da “casa delle mogli”perché i mariti pescatori erano sempre in mare. E che dire dell’odonomastica (i nomi delle strade),  che ci spiega come via Panisperna, a Roma, derivi dal pane e prosciutto (in latino panis et perna) che le suore erano solite distribuire ai poveri nella giorno dedicato a S.Lorenzo.

Curiosa la lettura toponomastica di Orvieto,  composta da urbs e vetus (città vecchia), esattamente come Viterbo, ma con i termini latini invertiti. Tanti i personaggi che hanno lasciato una impronta della loro personalità in aggettivi ancora oggi utilizzati (sadico, machiavellico, masochista, stentoreo, stacanovista, luculliano), tante le fobìe che ci riportano al mondo greco (agorafobia, aracnofobia, claustrofobia); e poi il sapore dell’etimo gastronomico, in grado di svelarci la matrice di alimenti e pietanze. Anche sigle e acronimi, nati oltre duemila anni fa (INRI, SPQR) oppure recenti (ONU,UPIM, CRI) ci riservano interessanti sorprese, esattamente come l’approccio ai termini giuridici, ai nomi degli animali, agli eventi atmosferici, oppure ai mestieri, come l’advocatus, che nella romanità era “chiamato” in tribunale solo quale persona influente, capace di condizionare con la sua presenza le decisioni dei giudici. Perfino i nomi delle piante si spiegano con una loro caratteristica morfologica mentre i nomi propri delle persone si legano spesso al loro destino (nomen omen come dicevano i latini) e così Penelope significa “tessitrice” e Roberto, in tempo di guerra, era un chiaro  richiamo alla triplice alleanza tra Roma Berlino e Tokio. Questa è la magia dell’etimologia, una ricerca ed un viaggio senza limiti: si parte  da una parola e si arriva  chissà dove.

 

Oltre ad un “breve” dizionario etimologico, costituito da circa novecentocinquanta parole, la pubblicazione risulta articolata in una serie di sezioni particolarmente stimolanti per il lettore: dall’intimità della parola agli “ismi di ieri e di oggi”, dai  suffissi e suffissoidi,  quali preziosi strumenti dell’etimologista agli acronimi e sigle. E poi  le macroaree della famiglia, della cucina, della toponomastica, degli arti e dei mestieri, del tempo atmosferico, degli animali e delle piante, del diritto e dei nomi propri. Curioso il capitolo dedicato alle fobie e quello che analizza gli epiteti ingiuriosi, decisamente originale quello che prende in considerazione i personaggi che  hanno avuto l’onore ed il merito di passare alla storia per aver coniugato una particolarità della loro esistenza ad un oggetto, un comportamento, ad un modo di essere o di pensare.

 

Le fotografie sono tratte dall’opera iconografica “Palindrome” dello stesso autore, rielaborate graficamente dal maestro delle immagini Massimo Geria. Al capitolo “Il sapore dell’etimo gastronomico” ha collaborato Rita Calvo, maestra e studiosa di cucina italiana. Cinzia Ponzi ha curato la correzione delle bozze.

Tra gli sponsor che hanno voluto promuovere, ancora una volta, la cultura, l’arte ed ogni forma di lettura che arricchisce l’animo umano: la Cassa Mutua del Ministero dell’Interno, Ottica Vasari, del gruppo Green Vision, il Comirap e l’associazione culturale Prometeo Ricerca.