Mercoledì 2 dicembre alle ore 12 presso la chiesa di santa Pudenziana in Roma è in programma la presentazione del calendario del Fondo Edifici di Culto 2016 PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Dicembre 2015 11:39

 

 

La presentazione dei  calendari del Fondo Edifici di Culto costituisce da sempre un appuntamento con l’arte nella sua dimensione architettonica, scultorea o pittorica.

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Attraverso le raffinate immagini riportate nelle varie edizioni dei calendari sono puntualmente messi in luce alcuni dei tanti tesori che arricchiscono il patrimonio del F.E.C.

 

Se il calendario 2009  era  dedicato alle  immagini senza tempo di putti che suonano arpe, corni, flauti e cembali, l’edizione del 2010 si caratterizzava per l’intento di devolvere il ricavato della vendita dei calendari a favore dell’Abruzzo, sconvolto dal terremoto. Il Calendario del Fondo Edifici di Culto 2011 ha riproposto invece i luoghi di culto del passato, l’edizione del 2012 riportava riproduzioni affascinanti tratte da antichi volumi del patrimonio librario del FEC; “l’arte del vestire è stato il tema scelto per il  2013, “i chiostri e i giardini più suggestivi  hanno impreziosito l’edizione 2014.

Il calendario 2016, dedicato a “Le Icone Romane” sarà presentato agli invitati mercoledì 2 dicembre alle ore 12 presso la chiesa di santa Pudenziana in via Urbana 160 in Roma, una location suggestiva per un evento culturale che mette mirabilmente insieme fede, storia ed arti visive.

La basilica di santa Pudenziana. E’ un edificio del IV secolo ed è una delle più antiche chiese cristiane di Roma: costruita sulla domus del padre, il senatore Pudente, che si trova nove metri sotto il livello della basilica, è situata in via Urbana, l'antico vicus Patricius, nel rione Monti, non distante dalla chiesa dedicata alla sorella, santa Prassede. E' considerata la Chiesa nazionale dei Filippini. Le strutture della chiesa, per altri, farebbero parte delle antiche Terme di Novato del II secolo. Il corpo della basilica di Santa Pudenziana è in gran parte frutto di un restauro del XVI secolo. Alla fine del IV secolo l'edificio era stato trasformato in una chiesa provvista di un portico. Negli atti del sinodo del 499, la chiesa risulta appartenere al titulus Pudentis. Il campanile romanico fu aggiunto nel XIII secolo e comportò la chiusura di un vano della navata laterale sinistra. I lavori di restauro completati nel 1588 hanno modificato la struttura della chiesa demolendo un portico, rimuovendo un coro di epoca medievale e costruendo alcuni pilastri per rafforzare le colonne.

 

La facciata fu restaurata nel 1870 per volontà del cardinale titolare Lucien-Louis-Joseph-Napoleon Bonaparte, nipote di Napoleone. Originariamente a tre navate, fu ristrutturata a navata unica nel 1588 da Francesco Capriani detto il Volterra su commissione del cardinale Enrico Caetani. La cupola, sempre del Capriani, è affrescata da Niccolò Circignani detto il Pomarancio e raffigura angeli e santi davanti a Cristo. Nell'interno lavori di autorevoli artisti, da Bernardino Nocchi a Giovan Battista Della Porta (Cristo consegna le chiavi del cielo a San Pietro), da Achille Tamburini (Crocefisso di bronzo), a Lazzaro Baldi, autore della Natività e della Natività di Maria. La Cappella Caetani è attribuita a Carlo Maderno.

Il mosaico dell'abside, raffigurante Cristo circondato dagli apostoli, costituisce una attrazione di particolare intensità per quanti entrano in questo edificio sacro, non lontano da S. Maria Maggiore. Questo capolavoro risale a circa il 390 ed è quindi il più antico mosaico absidale di Roma. Una parte del mosaico fu distrutta durante i lavori di ristrutturazione di Francesco Capriani detto il Volterra. Nel mosaico è rappresentato Cristo in trono circondato dagli apostoli all'interno di un cortile. Gli apostoli raffigurati sono solo dieci perché gli altri sono andati distrutti. Solo Cristo ha l'aureola e tiene in mano un libro con la scritta Dominus Conservator Ecclesiae Pudentianae.

 

Sono presenti, inoltre, due figure femminili la cui identità è sempre stata oggetto di discussione: secondo alcuni sarebbero le sante Pudenziana e Prassede, secondo altri rappresenterebbero la "Chiesa" e la "Sinagoga", cioè i templi dei cristiani e degli ebrei. Sullo sfondo sono raffigurati alcuni edifici che potrebbero essere le chiese costruite da Costantino I a Gerusalemme. Questa interpretazione è resa plausibile dalla presenza, al centro del mosaico, di una croce ricoperta di gemme che, secondo la tradizione, sarebbe stata fatta erigere dall'imperatore Costantino sul Calvario, un luogo, quindi, poco al di fuori della città santa. Accanto alla croce ci sono i quattro simboli degli evangelisti: l'angelo, il bue, il leone e l'aquila in una delle più antiche rappresentazioni tetramorfiche giunte sino a noi.

 
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