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Amico libro. "Dallo stornello al rap". Elena Bonelli, cantante e attrice, esplora analiticamente le analogie tra due generi musicali apparentemente lontanissimi PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Marzo 2020 14:09

 

 

L'autrice è conosciuta unanimemente come "la voce di Roma", o meglio ancora come "l'ambasciatrice della canzone romana nel mondo", proprio per aver portato le belle canzoni della romanità in ogni angolo del pianeta riscuotendo sempre grandi successi.

 

Il titolo della pubblicazione riporta fedelmente quello del progetto che la apprezzata cantante ha avviato e riproposto per più anni, in vari teatri ed in molti ambiti diversi, per lanciare nuovi talenti ed avvicinare i giovani alla tradizione musicale capitolina. Il consenso all'iniziativa è tangibile anche dal risultato di aver fatto entrare, per la prima volta, la cultura musicale della vera romanità addirittura tra le materie di studio nell'università.

Il libro è uno scrigno di storia della romanità musicale, spesso dotto, con rimandi ai fescennini ed ai carmina triumphalia dell'epoca imperiale, anche se lo scenario dominante è soprattutto la strada, dove nasce lo stornello (da "estorn" "combattimento" in francese, a suggellare la fonte provenzale dell'XI secolo) e si modula nelle più disparate sfaccettature (rispetti e dispetti). Viene delineata una mappatura regionale degli stornelli, accomunati dalla ritmica monotonica del distico rimato e dai testi aggressivi ed insolenti, spesso rivolti ai detentori del potere, papi compresi. L'autrice non si limita ad analizzare a 360° il mondo dello stornello, a spiegarne il suo frequente incipit con il "fiore", a riportarne tanti esempi con utilizzo di vari strumenti, ma porta all'attenzione del lettore i grandi personaggi della romanità più autentica, tutti vicini in vario modo alla stornellata, cantata all'osteria, in carcere, sul Tevere o sotto ad un balcone. Ecco allora raccontarci vita ed aneddoti di Ciceruacchio (così chiamato per la sua eloquenza e per la sua mole), di Giuseppe Gioacchino Belli, definito "primo rapper romano", del Sor Capanna, "macellaro" trasteverino del 1865, attore di strada e stornellatore, di Leopoldo Fregoli attore, regista e soprattutto trasformista, di Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Salustri,  poeta e scrittore, di Ettore Petrolini, attore comico (celebre il personaggio di Gastone) autore della musica della nota canzone Tanto pe' canta', fino alle Pasquinate d'autore.

Nella seconda parte del libro Elena Bonelli, famosa anche per le interpretazioni delle canzoni di Juliette Grèco, analizza il  genere Rap, dalle sue origini afroamericane alla sua evoluzione nell'hip hop, fino allo sbarco in Italia (che "rappa"), e poi alla nascita delle posse come dure critiche alla politica, infine con una disamina territoriale dei rapper nostrani presenti in ogni angolo dello stivale. Dopo una puntuale presentazione dei protagonisti della scena rap romana ed alcune sottolineature sulla metrica di questa musica di sfida, l'autrice mette a confronto le due facce dello stornello e del rap secondo i parametri delle origini, dell'habitat, della forma, del linguaggio, dei temi trattati, dei testi, della metrica, della musica ed altro ancora. Il risultato è sorprendente e promuove la tesi originale della artista romana, cui va il merito di aver ideato e realizzato, negli anni passati, con l'avallo del Quirinale, un progetto di rilancio dell'Inno Nazionale.

 
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