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Il professor Mandelli all'assemblea dei volontari Ad Spem PDF Stampa E-mail
Domenica 04 Ottobre 2009 00:00

Venite piu spesso (dal giornale AD SPEM di Ottobre 1997)

Come ogni donatore sa, esistono due informazioni ridicolmente false sulla donazione e cioe' (a) che chi dona prende l’AIDS (b) che a donare troppo si diventa donazione-dipendenti, fino a morire dissanguati ed anemici per l’incontrollabile pulsione di donare tre volte al giorno.

Non vale la pena di commentare queste due sciocchezze, se non fosse che ancora oggi la prima tiene nuovi donatori lontani dai centri trasfusionali e la seconda condiziona gravemente il numero di donazioni annue. Il Centro Trasfusionale Universitario si trova oggi costretto a reperire sangue al Nord perché i nostri Soci periodici donano in media una volta all’anno, troppo poco!

Dopo tre mesi dall’ultima donazione , i donatori uomini dovrebbero tornare a donare, lo stesso dovrebbero fare le donatrici almeno dopo sei mesi. Questi limiti sono gia' molto ampi per gli USA dove l’intervallo considerato per il donatore e' di 56 giorni.

Come per le passate edizioni, l’assemblea annuale dei donatori di sangue rappresenta un appuntamento molto sentito per gli appartenenti alla grande famiglia dei volontari dell’AD SPEM e certamente questo interesse non trova spiegazione negli adempimenti di legge (approvazione bilancio, rinnovo cariche sociali etc.) correlati a questo incontro, né nei premi destinati ai protagonisti di un elevato numero di donazioni. A rendere particolarmente significativo l’evento sono le testimonianze degli ematologi, per quel che riguarda i profili scientifici trattati, e soprattutto dei malati destinatari del prezioso liquido, oltre all’irrinunciabile piacere di trovarsi in mezzo a persone che condividono con te il piacere della donazione disinteressata.

Venerdi 2 aprile 2004 la data dell’appuntamento nel sempre affascinante contesto dell’ Aula Magna dell’Universita “La Sapienza” di Roma. In questa occasione la cerimonia e stata resa piu preziosa dall’intervento del professor Mandelli, l’illustre ematologo, che, dopo aver evidenziato la sempre crescente necessita di sangue a causa dell’incremento degli interventi chirurgici di trapianto, ha auspicato il raggiungimento per il Lazio dell’obiettivo dell’autosufficienza. (Il Lazio segue la Sardegna nella classifica delle regioni maggiormente in debito di sangue).

La professoressa Girelli ha sottolineato invece come i rischi AIDS nelle donazioni sia passato da 1 su 40.000 ad 1 su 2.000.000 grazie alle nuove metodiche di biologia molecolare; altro valore importante emerso: le donne costituiscono il 45% dei donatori anche se le donazioni al femminile non superano un terzo del totale.

Nel corso dell’assemblea, resa oltremodo emozionante dalla presenza della presidentessa dell’associazione talassemici e microcitemici del Lazio, e stata annunciata dal neo eletto presidente la possibilita, per i donatori ultraquarantacinquenni, di essere sottoposti una volta all’anno gratuitamente al test PSA in grado di individuare alterazioni neoplastiche della prostata. Prima della estrazione dei premi tra gli intervenuti e del consueto buffet finale, e stato fatto il punto sulla situazione sangue a livello nazionale, una realta ancora lontana dalla autosufficienza che impone ancora notevoli richieste di sangue dall’estero. Il presidente uscente Fantoni, nominato per acclamazione presidente onorario dell’associazione, ed attualmente consigliere FIDAS, ha rinnovato l’invito a fare di piu, ad essere non solo volontari del sangue ma a diventare trascinatori di amici, parenti e conoscenti perché diventino anch’essi parte dell’esercito che combatte silenziosamente ma efficacemente per la salute e la guarigione di chi sta male.

 
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