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I tuoi vecchi occhiali per regalare nuova vista ai popoli africani PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Dicembre 2009 00:00

Il Comirap partecipa al progetto “Ridare la luce” promosso dall’Aeronautica Militare, dall’Associazione Fatebenefratelli e dai Centri Ottici Vasari

Ogni 5 secondi nel mondo c’e' una persona adulta che perde la vista; ogni 60 secondi nei paesi in via di sviluppo un bambino diventa cieco; nell’80% i casi di cecita' potrebbero essere prevenuti o curati. Numeri che fanno paura e che potrebbero essere drasticamente ridimensionati grazie all’aiuto di chi, come noi, vive in un mondo sicuramente piu “facile” e fortunato rispetto alla gente d’Africa. In molte zone del continente nero malattie come la cataratta, prima causa di cecita', non sono associate a senilita' o a patologie metaboliche, come in Occidente, ma esse sono conseguenza di carenze nutrizionali gravi, di malattie diarroiche, impossibili da evitare in ambienti ove l’acqua potabile scarseggia ed e' frequente veicolo di infezioni in quanto contaminata. L’oncocerosi e' un’altra piaga devastante, un’infezione parassitaria tra le maggiori cause di cecita' nell’Africa centrale ed occidentale. Perdere la vista rappresenta un evento terribile per qualunque essere umano, ma in Africa equivale spesso ad una condanna a morte: viene meno l’autosufficienza, manca qualsiasi forma di assistenza statale ed aiuti esterni di altro tipo non ce ne sono. Basterebbe un antibiotico molto efficace come l’azitromicina per combattere infezioni curabili come il tracoma, ma i costi di tale farmaco sono proibitivi ed allora si ripiega sulle pomate alla tetraciclina, meno efficaci ma che richiedono soprattutto trattamenti protratti nel tempo in cui la collaborazione del paziente e' fondamentale, e difficile da ottenere. Servirebbero trapianti di cornea ma motivazioni religiose e carente organizzazione a tutti i livelli rendono rari gli espianti per cui si risolve, paradossalmente, in una certa misura il problema importando cornee dagli Stati Uniti. Piu' spesso si ricorre all’autotrapianto, impiantando nell’occhio da salvare la cornea dell’occhio ormai definitivamente compromesso. Sembra impossibile che questa situazione, brevemente accennata, faccia parte del terzo millennio ed e' ancora piu' impensabile che la risposta del mondo “evoluto” sia modesta, tiepida.

Per fortuna qualcuno, tra mille difficolta', si e' mosso da tempo, per fronteggiare questa situazione ed e' con orgoglio che diciamo che l’aiuto viene anche dal nostro paese: e il caso dell’Aeronautica Militare, che insieme all’Associazione Fatebenefratelli ed ai Centri Ottici Green Vision, da tempo e' impegnata a portare nel Mali, in piena Africa Sahariana, attrezzature, medicinali, medici, occhiali e quant’altro necessario, per ridare la luce alle popolazioni che abitano questa farfalla di territorio prossima al fiume Niger.

L’impegno e' tanto, basti pensare che in circa otto giorni si riescono a fare 150 interventi chirurgici, oltre alle emergenze, e circa 800 visite oculistiche.

In questa terra dura ma ospitale, le popolazioni indigene, inclusi i Tuareg vestiti di un inconfondibile blu cobalto, hanno preso ad apprezzare e ad attendere gli uomini bianchi venuti dal cielo, non solo metaforicamente, ma a bordo degli aerei C 130 messi a disposizione dalla nostra aeronautica. E per uomini come il Generale Manlio Carboni, come il professor Giorgio Lo Foco dell’Ospedale Fatebenefratelli e come il dottor Francesco De Gaetano della Ottica Vasari, non esiste momento piu' emozionante, piu' suggestivo, di quello che si prova nell’ assistere alla scoperta del mondo da parte di un uomo, una donna, un bambino, che tornano a vedere o vedono per la prima volta.

Dopo gli interventi, dopo le cure, spesso servono attrezzature, bendaggi, medicinali ed occhiali destinati alle persone operate o curate. I centri ottici Vasari hanno provveduto, a piu' riprese, a portare a Gao ed in altri piccoli centri del Mali, un enorme quantitativo di montature alle quali sono state applicate le lenti necessarie per ciascuna situazione, per ciascuna patologia, per ciascuna persona bisognosa di “luce”.

In questo contesto ognuno di noi puo' fare un piccolo gesto di solidarieta' utile e concreta, portando gli occhiali che non indossa piu', le vecchie montature, presso i centri ottici Vasari che provvederanno a renderli strumenti indispensabili per tornare a guardare il mondo.

Presso gli uffici della Cassa Mutua, presso il bar centrale del Viminale, e presto in altre postazioni, saranno collocate delle scatole trasparenti, destinate a raccogliere gli occhiali che non usi piu', che presto saranno un prezioso regalo per le popolazioni africane. Grazie.

 
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