Il piacere dell’etimologia, rubrica di Alberto Alfieri Bordi. Atto ottavo: i termini dellla campagna PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Marzo 2014 14:57

 

 

Neanche la vita contadina sfugge alle regole dell’etimologia che consentono di scoprire curiose storie sugli animali, sulle attività, sugli strumenti di un mondo sempre più lontano dallo stile di vita metropolitano

 

Campagna. Da campus, attività esercitate nel campo. Contadino. Abitatore del contado o meglio del contato, territorio sotto la giurisdizione di un conte. Burino. Da  bus buris,, termine latino che indicava il manico dell’aratro. Villano. Nel Medioevo il termine indicava un uomo abitante nella villa, ossia in campagna, contrapposto all'abitante di città. Nel corso dei secoli ha assunto un significato dispregiativo per denotare persone che si sono arricchite, ma hanno conservato i modi rozzi. L’agricoltore coltiva (colo is colui cultum colere) il campo (ager agri, da cui “agriturismo”). Buttero. In origine il termine, che indicava il guardiano di mandrie, era molto utilizzato in Toscana (Maremma). Successivamente buttero fu chiamata la cicatrice da vaiolo, da cui il termine butterato, dato a coloro che avevano il volto segnato dalle pustole. Due elementi del mondo campagnolo sono il pozzo, all’esterno, ed il camino, all’interno delle case. Camino. Dal greco kaminos, focolare Pozzo. Dal latino poto (bevo) che riporta al greco potamos (fiume). Tra gli strumenti familiari ai contadini ci sono la falce, dal latino falcem che indicava la curvatura di una nave e la sega, dal latino seca. Aratro. Dal latino aratrum, da tradurre come il gesto di spingere, di muovere verso. Fulmine. Va ricondotta al verbo latino fulgeo risplendere. Lampo. Si collega al verbo latino lampare = rilucere, da cui lampadina. Quercia. Dalla radice latina kar che significa “duro” e che dà luogo anche a keras “corno”, a coriaceo ed a  “carapace” il guscio duro delle tartarughe. Semina. Dal latino “semen” = seme. Il seminario si ricollega al seme nel senso che istruisce e forma gli uomini di domani. Coltivare. Viene da cultus participio passato di colo, is, colui, cultum, colere.

Vendemmia. Vinum demere, “togliere, levare, l’uva, il vino. Vischio, pianta sacra, regalata nel periodo natalizio, va ricondotta a viscidus, in latino “appiccicoso” proprio come le caratteristiche palline bianche della pianta utilizzata dai Druidi nei rituali religiosi. Maiale. Porco castrato per farlo ingrassare, renderlo grande (magna), sacrificato per Maia la madre di mercurio. Panorama. Termine riconducibile al  greco “pan” tutto ed al verbo “orao” guardare, quindi “guardare il tutto”.

Tramonto. Calar del sole trans montes ossia al di la dei monti. Alba. Dal latino “alba”, ossia  “bianca”  in ragione del bianco del cielo che caratterizza le prime ore del giorno. Zanzare. Termine onomatopeico che richiama il tipico e fastidioso ronzare delle zanzare vicino alle orecchie della vittima; il  zinzilulare dei latini. Bardotto. Dall’arabo ‘barda’  ossia "coprisella".  Animale prodotto dall'incrocio di un'asina con un cavallo, a differenza del mulo che deriva dall'incrocio tra un asino e una cavalla. Bustrofedico. Procedere, volgere (strepho) come i buoi (bous). Il termine è legato ad un sistema di scrittura che non va “a capo” ma procede da sinistra a destra per poi ripartire da destra verso sinistra. E’ lo stesso andamento che utilizza il contadino con i buoi:  per arare ogni parte del terreno: i bovini, al termine di un tratto diritto, compiono una curva stretta che consente di rovesciare, con economia di percorso, ogni parte del campo destinato alla semina, alla coltivazione.

Libro, magnifica presenza nella nostra esistenza, talvolta più saggio di un amico, più ricco di una esperienza direttamente vissuta, più coinvolgente di altre sensazioni. Gli antichi Romani indicavano in “liber” la parte più interna della corteccia dell’albero: una parte fibrosa, elastica, sulla quale i nostri antenati erano ion grado di tracciare le loro scritture, prima ancora della scoperta del papiro egiziano. E liber divenne ogni foglio vegetale recante uno scritto ed ancora liber fu considerato in senso lato ogni gruppetto di questi fogli scritti e raccolti insieme. Per i greci il libro era “biblion” che costituiva la materia fibrosa del papiro, pianta abbondante in tutto l’Egitto oltre che nell’area siracusana prossima al fiume Anapo. Su tale materia, debitamente conciata, vergavano i loro scritti. a biblion derivano  le moderne biblioteche e dal plurale biblia scaturisce la Bibbia, ossia il  libro per eccellenza. Officinale. L’officina in passato aveva il significato di “farmacia, laboratorio per le spezie”. Tale significato è rimasto per le piante che hanno proprietà o utilizzo di tipo curativo oppure nella preparazione dei cibi, come rosmarino, salvia, timo etc. Transumanza. Si tratta dello spostamento dei greggi ai pascoli di montagna in estate, ai pascoli di pianura in autunno. Trans in latino è “attraverso”, humus è “terra”. Venatoria. La caccia è definita attività venatoria, dal verbo latino “venor, venari” cacciare. Veterinario. Chi cura gli animali. Questo tipo di professione comporta il frequente trasporto di animali malati ed ecco la spiegazione terminologica, dal latino veho "trasportare". Per altri il veterinario è il medico chi siprende cura di animali da soma e da trasporto, "vehiterina" presso gli antichi romani. Vimine. E’ il ramo flessibile del salice. Dal latino vimen viminis (intreccio). Il colle del Viminale a Roma prende il nome dal luogo dove gli antichi romani andavano a godersi la frescura sotto l’ombra dei salici presenti nella zona. Albero. Da albus, chiaro, richiama il chiaro delle foglie del pioppo. Farfalla. Paipallo in greco vuol dire vibro, agito, in chiara connessione con le ali degli insetti. Il francese papillon non a caso traduce la nostra “cravatta a farfalla”. Coniglio. Il nome deriva dal latino cuniculus (piccolo pertugio), per l'abilità di questo animale nello scavare gallerie sotterranee. L’alopecia è una malattia che si caratterizza per la perdita dei capelli: si ricollega al termine latino alopex, ossia “volpe”, proprio perché questo animale va spesso incontro alla perdita di pelo. Il termine rivalità va abbinato alla parola latina “rivus”, ossia fiumiciattolo proprio perché i primi litigi nascono storicamente tra i proprietari di terreni prospicienti un torrente od un fiume, a causa dell’utilizzo dell’acqua, fondamentale per l’agricoltura e per la vita in genere. Irrorare non va confuso con irrogare. Il primo verbo riguarda l’acqua ed etimologicamente contiene il termine “ros” rugiada, il secondo viene usato dai giudici quando emettono, “irrogano” una pena, una sanzione. La fazenda messicana va riportata al termine facienda, “cosa da fare”, lo stesso che ritroviamo in fattoria, il cui significato è “cose che si faranno”.

 

 

 


Pubblicato il libro "Il piacere dell'etimo" di Alberto Alfieri Bordi