Bombolotti alla gricia e rigatoni alla nasona in una vecchia stazione di posta del '400 PDF Stampa E-mail
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Martedì 16 Febbraio 2010 00:00

"L'antico falcone" in via Trionfale 60 propone piatti ed atmosfere della vera cucina romana. Di Valeria Bordi

Se amate la cucina romana autentica, entrate in questa vecchia stazione di posta del quattrocento, in via Trionfale 60 a pochi passi dal mitico oratorio frequentato da tanti talenti del calcio in erba. Qui vi attendono carbonare, amatriciane, spaghetti cacio e pepe, gnocchi al sugo (rigorosamente il giovedì) e bombolotti (amatissimi dai romani veraci) alla gricia, tutti piatti cucinati con sapienza antica da Rita, moglie del gestore Pietro Fazi. In questa semplice, sala dal vago sapore medievale, con qualche incisione di Pinelli alle pareti ed un falcone a dominare la scena, sono pronti ad accogliervi altri sfizi casalinghi senza tempo: pasta e ceci, trippa, salsicce e broccoletti, baccalà con patate, braciolette di maiale, fagioli con le cotiche e saltimbocca secondo tradizione. Citazione a parte per le polpette in umido con spinaci.

Per chi vuole ci sono anche ottimi spaghetti con le vongole, e deliziose palline di ricotta e spinaci, ma il piatto principe è sicuramente quello dei “rigatoni alla nasona”, con formaggio, mozzarella e parmigiano, che esiste da quando veniva esposto il vecchio cartello all’entrata di “attenti al gradino”. Da non perdere i fritti, i supplì e i carciofi alla giudìa, come pure i bolliti vari e l’ abbacchio a scottadito. In tutto una cinquantina di posti; chiuso il martedì una spesa media di circa 30 euro, vini esclusi. Atmosfera informale, quasi confidenziale.

E’ un delitto concludere la serata senza un assaggio dei dolci fatti in casa, dalla panna cotta, alle crostate fino alla creme caramel. In questa accogliente trattoria, gestita da 40 anni dalla stessa famiglia.

La falconeria, ossia "l'arte" di allevare i falconi per la caccia, vanta origini antichissime. Nel periodo medievale ha avuto in Italia un periodo di particolare splendore a cui è seguito una fase di lento declino. Nella storia contemporanea italiana della falconeria nessun trattato fu più scritto successivamente alle fondamentali opere di Federico II di Svevia (De Arte venandi cum avibus) e di Sforzino da Carcano (Trattato de gli uccelli da rapina).

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Novembre 2012 12:43